50 sfumature di Steek Huzzee

Anche in questo caso probabilmente il germe dell’invidia gioca la sua parte.
Io NON CAPISCO. non capisco come si possano vendere milioni e milioni di copie di una trilogia pseudopornosoft con deriva sadomaso.
Premetto che, come ho scritto in un commento da Memorie di una Vagina, ho letto dieci pagine del primo libro, prestatomi da un’amica che se li è divorati tutti e tre, salvo poi ammettere che dalla metà del secondo “…la storia è pallosa.”
Evabè.,
Io dopo aver saputo che la scrittrice è inglese ci ho mollato lì. Perchè come tutte le scrittrici inglesi “light” edulcora ciò che è peccato edulcorare. Perchè ha scopiazzato ovunque: Histoire d’O su tutti. Perchè i protagonisti sono troppo giovani ( trovatemi uno che possiede dituttoedippiù a 26 anni, essendo pure stato un bambino sfigato, malmenato, abbandonato. ) Perchè invece che le tazze di the che le scrittrici britanniche light propinano ogni due pagine, qui si va di Armagnac (uuuuuhhhh!!!). Perchè ho capito che i ringraziamenti all’amorevole marito “senza il quale non ce l’avrei mai fatta” hanno come sottotitolo “Menomale che si è sfrantegato lui su youporn”. Perchè espressioni tipo “La Dea che era in me non aveva la forza di ribellarsi al potere di Christian Grey” dovrebbero essere proibite. Perchè due amanti che continuano a vezzeggiasi chiamandosi Mr.Grey e Miss nonmiricordo sono assurdi. Perchè non puoi gabolare una trentina di pagine descrivendo rapporti sessuali inverosimili con lei che immancabilmente si morde le labbra e infila le dita tra i capelli di lui, e mitici orgasmi simultanei. Perchè tutto è di una banalità sconcertante. L’unico dato positivo è che questi tre libercoli faranno sì che la gente legga qualcosa che non sia Chi o Divaedonna, molte impareranno che cos’è un divaricatore o cosa sono le sfere giapponesi, e magari se le compreranno e daranno una scossa all’economia languente ( oh, tredici milioni di paia di sfere son soldini he!)
Intanto la scrittrice, fan J.K Rowling ( e questo già vi deve mettere in guardia… ) supererà in soldoni la mamma del pallosissimo Potter. E io resterò la solita nuova povera.

Un grazie a Gianna per avermi riassunto la trama e regalato particolari…uuuhhuuu!
Bàh!

Questa voce è stata pubblicata in Da oggi in poi e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

7 risposte a 50 sfumature di Steek Huzzee

  1. Clio ha detto:

    Sei davvero brava, sia a scrivere che a cogliere le cose grandi e piccole che fanno parte delle nostre vite. Ho letto 50 sfumature di grigio, poi di nero e sto leggendo il terzo. Devo dire che il primo mi è piaciuto, fa sognare e a me ha stupito per le pratiche sessuali. Forse sono troppo ingenua?🙂
    C.

  2. sexrider ha detto:

    me lo ha postato un amico, non lo avrei comprato mai e poi mai, ma in un libro che ha fatto scalpore per il presunto sesso raccontato, un libro di 600 pagine, si può arrivare a pagina 200 e non aver visto ancora l’ombra di una patata e di un pisello????
    e uso questi termini perchè penso che alla fine si tratti di verdura non di lettura!!!
    per non parlare di quanto sia elementare lo stile…

  3. Signorasinasce ha detto:

    Mi sono rifiutata di comprarli.
    E quando mia cugina Mariapia mi ha trascinata alla Mondadori perchè a tutti costi li voleva, l’ho convinta a prendere solo il primo e le ho regalato io l’ultimo della Sanchez.
    Simona io la penso come te, a livello letterario e commerciale siamo un paese di imbecilli…

  4. Apocalisse 23 ha detto:

    Le origini di Histoire d’O

    «Che a esser prostituita lei potesse guadagnare in dignità stupiva, eppure proprio di dignità si trattava. Ne era illuminata come dall’interno, e dal suo portamento traspariva la calma, dal suo volto la serenità e quell’impercettibile sorriso interiore che s’intuisce negli occhi delle suore di clausura».

    Questo passo di Histoire d’O è forse la chiave di volta del raffinato romanzo di Pauline Réage, e induce lettori e critici a interrogarsi sulle fonti di quel capolavoro della letteratura erotica.

    Histoire d’O ci ricorda che tutto nella donna richiama la sessualità, e che ogni femmina è una schiava sessuale che gode allo stesso modo delle carezze e delle frustate. Il romanzo per certi versi ha l’aspetto di un testo religioso: una vera e propria mistica dell’ascesi erotica in cui la protagonista annulla la propria personalità, quasi come certe monache visionarie che raggiungevano l’estasi nella contemplazione del divino.

    Il tema non è certo nuovo: tra le forme del sacro che si manifestarono nel mondo antico spicca tra le più singolari l’istituto della prostituzione sacra. Presso i Sumeri, i Babilonesi, i Fenici, i Greci, gli Etruschi, c’erano sacerdotesse che si offrivano all’unione sessuale coi pellegrini che visitavano i templi dedicati alle divinità dell’amore.

    Le prostitute sacre potevano essere donne di alto rango che si accoppiavano coi sovrani, oppure erano schiave che si univano coi visitatori dei templi. In ogni caso sappiamo che le prostitute sacre avevano ruoli importanti nelle cerimonie religiose e che eseguivano la celebre “danza dei sette veli”, di cui resta ricordo anche in testimonianze letterarie e in racconti popolari. È probabile che le sacerdotesse praticassero anche riti di espiazione, come sembrano suggerire certe testimonianze iconografiche, ad esempio gli affreschi della “Villa dei Misteri” a Pompei, o la “tomba della fustigazione” nelle pitture etrusche di Tarquinia.

    Tuttavia alcuni aspetti della prostituzione rituale sembrano aver ispirato forme liturgiche cristiane come le “processioni delle verginelle” e affiorano in sopravvivenze letterarie che attraversano i secoli, al punto che non è azzardato supporre l’esistenza di una società segreta femminile che ha tramandato per millenni i misteri dei riti sessuali…

    Un autentico antesignano di Histoire d’O si può considerare il carme latino medievale Disciplina Amoris, recentemente scoperto in un codice del XII secolo. Si tratta di un pezzo poetico che appartiene a un filone di letteratura goliardica molto in voga nel medioevo. Il testo descrive una sacerdotessa impegnata in una sorta di liturgia penitenziale. Leggendo queste eleganti quartine sembra proprio di poter individuare un filo conduttore che dalle antiche sacerdotesse della prostituzione sacra, ci porta al leggendario romanzo di Pauline Réage.

    Disciplina Amoris

    Ave Venus, mater diva,
    fons suprema bonitatis,
    tege me, dea lasciva,
    sub praesidium sanctitatis.

    Prostitutio ritualis
    valde Venerem honorat:
    sum beghina sexualis
    quae devota semper orat.

    Sanctam Venerem exoro
    in vigilia feminarum
    monasterii. Lunam oro,
    devotissima servarum.

    Ad altare introibo
    sanctae Veneris praeclarae.
    Labia vulvae aperibo
    super saxum sanctae arae.

    Penetratio in vagina
    semper regula iucunda
    et sum Veneri vicina
    madens sic seminis unda.

    In divinis sum versata,
    sacrificiis colo deos,
    nudo corpore elata
    patefacio sinus meos.

    Venus iubet paenitentiam:
    a flagellis verberata
    sic demonstro sufferentiam,
    in dolore sum beata.

    Sub flagelli ictus ploro,
    corpus tendo cum dolore:
    in suppliciis semper oro
    deam matrem cum ardore.

    In catenis vinculata
    semper nuda ago vitam;
    in hoc templo obiectata,
    praebeo vulvam non invitam.

    Nudis pedibus incedo
    super saxa, super spinas,
    a dolore non recedo:
    patior poenas femininas.

    Cera fervens liquefacta
    super nudum corpus meum:
    et dolori assuefacta
    nunc amoris precor deum.

    Culus meus penetratur
    dum me verberant tergino,
    et os meum irrumatur:
    totum corpus sic inclino.

    Urit fortiter flagellum,
    ictus signant mollem pellem;
    sicut miserum asellum
    verberari fortius vellem.

    Voluptatis sum amica,
    semper cupida amoris;
    mollis lambo, impudica,
    vulvam madidam sororis.

    Habeo anulos in sexu,
    tinniunt valde et conturbor
    tacta sic eorum nexu:
    dum deambulo masturbor.

    Vitiosissima puella
    sentio multum desiderii:
    claudo digitum in cella
    corporalis monasterii.

    Copulare apud templum
    dat divina privilegia,
    vita mea est exemplum:
    sacratarum sum egregia.

    Sint patricii vel plebei
    omnes mentulam sublevant
    in conspectu sexus mei:
    asininas voces levant.

    QUESTO BRANO E’ TRATTO DAL LIBRO:

    Sibilla di Saxatica
    ORACOLI. LIBRO PRIMO
    Società Editrice «Il Ponte Vecchio»

    http://www.ilpontevecchio.com

Vuoi commentare?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...