Considerazioni

Che alla fine, la portata dei difetti di una persona, si misura da dettagli all’apparenza insignificanti.
Che se io ti chiedo palesemente di scattare una foto a un certo monumento davanti al quale passi minimo 3 volte a settimana, e mi rispondi “Più che altro spero di ricordarmi, o di ricordarmi prima di essere a casa. E comunque guarda che in rete trovi un sacco di foto e informazioni.”, mi viene spontaneo riformulare la top hits dei tuoi difetti:
maleducazione
cafonaggine
inettitudine
fancazzismo.
Il tutto mixato in proporzioni variabili.
Sarà che io, stupidamente, se posso fare un favore a qualcuno, lo faccio e basta. Lo faccio perché mi fa stare bene, con me stessa per prima.
Poi succede che una mezz’ora dopo mi arriva una telefonata: “Se apri la mail dovresti trovare le foto, le ho prese da internet, e ti ho messo anche dei link.”
“Ok, grazie.”, e metto giù lasciando l’interlocutore ammuntolito.
Perché non mi servono foto prese da internet, mi servono foto anche non di eccelsa qualità ma prese da un paio di angolazioni che avrei eventualmente specificato. Perché non mi servono link trovati con una gugolata, e la persona a cui l’ho chiesto lo sa, tutto questo. Sa com’è il mio lavoro, sa che non è un mestiere da liceali che vivacchiano sul copincolla.
Eppure questo essere afferma di tenere molto a me.
E sticazzi. Pensa se non ci tenesse.
Gli auguro di forare proprio davanti a quel monumento, in discesa e col freno a mano ko.

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17 risposte a Considerazioni

  1. Caroline Kiig ha detto:

    In questi casi io sono poco diplomatica: è uno stronzo (chissà perché sono persuasa che sia uomo)

  2. metalupo ha detto:

    Perchè spesso, purtroppo, il pragmatismo di noi uomini formatta il resto.
    Malamente.
    Non è una giustifica, basta pensarci o capire.

    • Dovesei ha detto:

      Sì certo, il famoso pragmatismo maschile. Però poi il risultato è che uno ci fa la figura dello stronzo menefreghista, mentre invece basterebbe poco e niente per non scadere nella formattazione, che non sempre è un bene. Il bello del tuo commento e di quello di Caroline è che sono la sintesi della diversità dei 2 famosi pianeti, Venere e Marte. ; )

  3. piero747 ha detto:

    Che poi invece quando fai tutte ste cose che tu hai chiesto, e ti ci impegni anche, l’ok grazie lo ricevi lo stesso.. e allora definiscilo come vuoi, il risultato è uno solo!!
    Come hai detto su, lo fai perché ci stai bene tu.. anch’io sono come te!!

  4. Dovesei ha detto:

    Certo, ma c’è “Ok, grazie” e “Ok, grazie”., come c’è differenza tra dare una mano con calore e darla perché sai di aver dato una risposta ( e una soluzione ) del cazzo.
    Come se ti chiedessi un bicchier d’acqua e tu mi proponessi un Negroni. He!

  5. Signorasinasce ha detto:

    Non c’è niente da fare Simo.
    Tutto è governato dalla sensibilità.
    C’è chi ne ha da vendere e chi nemmeno ne conosce il senso.

  6. Riccardo ha detto:

    Il gesto minimo è talmente sottovalutato da non capire che può diventare un terremoto.
    Dovresti cercare di fargli capire che la teoria del caos, sai quella del battito e dell’uragano, ha ripercussioni anche nell’intimo molto intimo.

  7. Riccardo ha detto:

    Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
    Non ci pensare.
    Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
    Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
    E in un modo che non puoi immaginare adesso.
    Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
    Non eri per niente grasso come ti sembrava.
    Non preoccuparti del futuro.
    Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.
    I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t’erano mai passate per la mente.
    Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
    Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato.
    Canta.
    Non esser crudele col cuore degli altri.
    Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
    Lavati i denti.
    Non perder tempo con l’invidia.
    A volte sei in testa.
    A volte resti indietro.
    La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
    Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
    Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
    Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto.
    Rilassati.
    Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
    Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
    I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
    Prendi molto calcio.
    Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
    Forse ti sposerai o forse no.
    Forse avrai figli o forse no.
    Forse divorzierai a quarant’anni.
    Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
    Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
    Le tue scelte sono scommesse.
    Come quelle di chiunque altro.
    Goditi il tuo corpo.
    Usalo in tutti i modi che puoi.
    Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
    È il più grande strumento che potrai mai avere.
    Balla.
    Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
    Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
    Non leggere le riviste di bellezza.
    Ti faranno solo sentire orrendo.
    Cerca di conoscere i tuoi genitori.
    Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
    Tratta bene i tuoi fratelli.
    Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
    Renditi conto che gli amici vanno e vengono.
    Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
    Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
    Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
    Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.
    Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un ottantacinquenne.
    Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
    I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
    Ma accetta il consiglio… per questa volta

    • Dovesei ha detto:

      The Big Kahuna! : ) Le lettere le ho buttate, quasi tutte. Gli estratti conto pure. D’accordissimo su denti e ginocchia! O. T – Ti faccio uno squillo domani. :*

  8. blue ha detto:

    Mi sono sentita molto cum-presa in questo tuo post…anche se devo dire che a me è capitato anche con persone di sesso femminile🙂

    [trovato poi il libro?]

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