Spolverando.

Accadono cose talmente piccole ma che ti portano tra le mani pezzi di vita rimossi, e tu resti lì come un’oca a fissarlo, quel pezzo di vita che non ricordavi più.
E’ vero che è passato tempo, otto anni, forse uno in più. E’ vero che in questi otto anni forse uno in più c’ho avuto da fare. E’ vero che quando un uomo, perdipiù uno scrittore, vuole portarti a letto può scrivere le cose più ovvie su un foglietto e regalartelo come un fiore, ma ricordo, adesso, che lo fece davanti a un centinaio di persone, e con una semplicità disarmante.
Ricordo, adesso, che alla presentazione del suo libro fui tra le poche donne ad avere il coraggio di fargli domande precise, e che finì col farmi lui un sacco di domande.
Ricordo, adesso, che dopo la presentazione andammo a bere una cosa, io, lui, un suo amico, una mia amica, il libraio, e l’editore.
Ricordo, ma quelli non li ho mai dimenticati, degli occhi bellissimi, scurissimi e con le ciglia scure e lunghe, e un corpo da ex atleta assolutamente perfetto.
Ricordo, adesso, che nel salutarci mi disse “Io non ho un cellulare, ma sono sull’elenco se hai voglia di chiamarmi.” Poi nel salutarmi “I tuoi figli sono belli come te?”.
Non l’ho più visto. Ha pubblicato ancora un paio di libri, che ho letto. ci ho pensato su per qualche giorno, dopo quell’incontro, poi non so perché ho rimosso quello sguardo che però non aveva nulla di suino, di ovvio, di doppio. Ho rimosso questo biglietto che comunque era tra le pagine di un suo libro che ogni tanto ho anche ripreso in mano perché è un uomo le cui parole non lasciano indifferenti.

“Ho sigillato gli addii più cari per non mortificarne il ricordo.”

Mi chiedevo, poco fa, se mi fossi persa un qualcosa. Di estemporaneo, ma worthliving, come dicono gli inglesi.
Vai a saperlo, ora.Memorabilia

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10 risposte a Spolverando.

  1. vittoriot75ge ha detto:

    Uno scrittore non dice bugie, usa solo la fantasia (cit. me stesso).
    Un piccolo pensiero che fui costretto ad “inventarmi”, dopo essere stato accusato di servirmi delle parole per sedurre le donne (però, guarda caso, sono ancora single😀 ).
    La differenza tra bugia e fantasia è labile ma c’è.

    • Dovesei ha detto:

      Conosco, nella vita a tre dimensioni, due scrittori. Uno è un amico e gli ho voluto e gli voglio bene. Scrivere è un atto narcisistico, chiunque scriva è un pizzico narciso, ma non so dire quanto questo narcisismo possa diventare strumento. Per quell’uomo mi piace pensare che no, e che mi abbia regalato il biglietto-fiore-invito per puro slancio. Poi che le parole seducano è vero, quanto è vero che più le si sa usare più aumenta la capacità di attrarre, ma non c’è nulla di male in questo.🙂

  2. Diemme ha detto:

    Beh, io un po’ di rimpianto ce l’avrei…

    • Dovesei ha detto:

      Ero troppo stupidamente (ma questo aggettivo lo posso usare solo ora,) innamorata per pensare di cogliere l’invito. Di sicuro ho perso minimo un match sul materasso. Di sicuro l’opportunità di misurarmi con una persona lontana anni luce da me, dal mio modo di vivere. Oggi, rivedendo quella grafia incerta e quasi di un altro tempo, capisco più cose di allora.

  3. linda ha detto:

    L’idea di averlo ancora sotto il mio stesso cielo, nonostante l’invito non colto e l’attimo non vissuto, credo che mi sarebbe di conforto, perché anche solo sfiorarsi con delicatezza, come è successo a voi, in questa immensitá di strade e di umanitá, non è poco.
    Un saluto affettuso.

  4. metalupo ha detto:

    Le parole mi hanno spesso aiutato/messoneiguai, in questo tipo di situazione.
    Tuttora la mia compagna mi rinfaccia con astio di aver approfittato di questa (presunta) abilità per farla capitolare.
    E giura ogni volta che prima o poi butterà via tutto quello che le ho scritto in questi anni.
    Gli scrittori spesso sono più bravi a impacchettare emozioni piuttosto che a viverle.

    • Dovesei ha detto:

      L’abilità a far capitolare una persona è direttamente proporzionale alla disponibilità della persona in questione a lasciarsi accalappiare, non faccio sconti a nessuno su questo.
      Capitoliamo perché vogliamo farlo, buttiamo via quando crediamo che questo ci aiuti ad allontanarci, o perché le parole di chi ci ha scritto suonano stonate per come la storia sta andando, o è finita.
      Gli scrittori mettono gran parte delle loro energie emotive nello scrivere, è vero, però non ho poi tantissimi termini di paragone da poter essere sicura.

  5. Riccardo ha detto:

    Le parole sono il bisturi dell’anima cara Simo.

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