Latte e biscotti.

Non compravo un litro di latte da più di un anno, credo. Al mattino bevo thè e i ragazzi, quando ci sono, preferiscono succo di frutta o yogurth. In questi giorni sono a casa da sola, con l’onnipresente micia certosina che di certosino non ha nulla se non la razza, per il resto pazienza pari a zero, calma sotto zero. Mi godo questi giorni di solitudine senza ansie, senza patimenti, anzi. Certo penso a mio figlio in vacanza a Miami, ma, appunto, in vacanza. Penso a mia figlia in vacanza a Courmayeur ma, appunto, in vacanza. Torneranno di passaggio come sempre, lei pronta a ripartire per Venezia dove vive da ormai due anni, lui che vive qui con me ma abbiamo orari e impegni che ci portano più spesso ad incrociarci che a vivere insieme. E’ la vita, o quantomeno è la vita quando una come me, che da sempre è la capofamiglia, ha deciso che il regalo più prezioso che potessi fare ai miei figli è la libertà: di scegliere, di viaggiare, di sbagliare, di andare, di ritornare. E così è accaduto che L. abbia convissuto per un tot di tempo con la ragazza con la quale stava da un paio d’anni, ma poi si siano lasciati, lei si sia tenuta l’appartamento in affitto e lui mi abbia chiesto se poteva tornare a vivere qui. Così è stato, con l’unica specifica che però non ci sarà un’altra volta: prossima convivenza che saltasse per aria si adatterà a una coabitazione con qualche amico, perché comunque questa sarà sempre casa sua ma NON E’ il refugium peccatorum o un ostello.
Dunque, tornando al latte, non ne compravo più e ne ho sentito un improvviso bisogno: bisogno di latte e biscotti. E così mi sono comprata un litro di latte fresco Alta Qualità e una confezione da 500 grammi di Galletti del Mulino Bianco, poi ho intiepidito un po’ di latte per la mia pelosetta grigia e io mi sono accoccolata sul divano con un bel bicchierone di latte freddo e un piattino bello pieno di biscotti, e li ho gustati lentamente guardando la sera che scendeva in giardino, in questa strana estate umida e sgradevole, e mi sono sentita incredibilmente in pace con me stessa, serena, pronta ad affrontare le difficoltà, i problemi, le manchevolezze, i piccoli acciacchi. E’ un momento della mia vita in cui i pezzi del puzzle sembrano pian piano iniziare a combaciare; niente ansie, nessun rimpianto, i dolori ben rinchiusi in qualche cassetto del cuore. E chissenefrega se pioverà ancora o se ci sarà il sole: ho imparato ad apprezzare anche le giornate grigie. Se sono sola sto a casa, riordino, leggo, scrivo. Se non sono sola mi lascio trasportare volentieri ovunque, o restiamo a casa a guardarci un film, a chiacchierare, oppure arrivano degli amici e si cucina, anzi, gli altri cucinano e io contribuisco con tapas alla veneta: gamberetti, verdure in pinzimonio, sopressa, formaggi, salsine, uova sode, pane di vari tipi. La vita non è diventata facile, ma molto più dolce, con meno spigoli.
Come una tazza di latte e biscotti.

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6 risposte a Latte e biscotti.

  1. metalupo ha detto:

    Ho un mare azzurrissimo davanti agli occhi ma folle d’inglesi e russi a cui frega un cazzo con cui convivere.
    Credimi, invidio il tuo sereno latte e biscotti, gli amici e il resto.

  2. meeva2013 ha detto:

    Ma. Sei parente con mia madre, per caso? 😉
    Comunque: latte e biscotti è un must. Rigenerante!

  3. Pinzalberto ha detto:

    Mia moglie fatica a tagliare il cordone ombelicale e onestamente credo che così condizioni molto anche i figli. O forse no. Probabilmente ha creato un forte nucleo familiare che impedisce loro di allontanarsi. Sta di fatto che mia figlia è in Australia col ormai ex moroso e a novembre tornerà all’ovile lasciando lì quello che stava costruendo. Mi sa che la nostra porta rimarrà sempre aperta…..

    • Dovesei ha detto:

      Fatichiamo sempre a tagliare quel filo tenace che ci lega ai nostri figli, ma non credo che questo li condizioni più di tanto (a meno che non parliamo di quelle madri/padri appiccicosi e ossessivi che però per fortuna non mi pare abbondino.)
      La nostra generazione scalpitava di più di questa perchè spesso ci ponevano più paletti. I nostri ragazzi sanno che troveranno sempre la porta aperta, di ritorno dai loro viaggi più o meno fruttuosi.

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