Di seduzione ( e di supermercati .)

Con tutte le amiche single di ritorno o single inside che ho è inevitabile che a periodi mi tocchi una full immersion nella tematica “maschio medio”, inteso come status e come età. Non so il motivo ma le mie amiche vanno in crisi sempre tutte insieme e tutte negli stessi periodi. Sarà la luna, saranno le maree, ma penso che se Frate Indovino riuscisse a mettere i periodi di gnagnera femminile oltre a quelli in cui seminare le zucchine e tagliarsi i capelli credo che potrebbe raddoppiare le vendite del suo calendario.
Giovedì scorso pranzavo come sempre con la mia amica del cuore, quella che sa tutto e della quale so tutto, la vera anima gemella della mia vita, e mi comunica tutta contenta che “Sai che a C. non penso proprio più? E sai che come succede anche a te con I., quando ci penso mi chiedo come ho fatto a buttare via tutti quegli anni? ANNI BUTTATI GIU’ PER IL CESSO! ECCO COSA SONO STATI!”
Già la partenza a mò di mortaretto mi fa capire che qualcosa non quadra.
“Come mai ti è venuto in mente adesso mentre ordinavi una piadina?”
“Boh, così. Ti guardavo, mi è venuto in mente quanto ti sei sbattuta per quello stronzo di I. e di riflesso…”
“Mmmh… In realtà si crede di non pensarci ma da qualche angolino sbucano sempre, vuoi qualche ricordo o qualche sassolino nelle scarpe che non ci si è tolte.”
“Gli hai fatto gli auguri di compleanno, a quello stronzo di I.?”
“No.”
“UUUH! e come l’ha presa?”
“Da permaloso infantile quale è in questi casi. Mi ha mandato una canzone via whatssapp: “Someone that I used to know”, roba che neanche un sedicenne coi brufoli.”
“Gli hai risposto?”
“No.”
“Eh ma adesso con la spunta che diventa blu avrà visto che…”
“Senti Flo, com’è che ho l’impressione che non siano le sparate del mio ex il nocciolo del discorso?”
“Vedi che anche a te però non è passata? Perché ti inalberi?”
“Perché non è il mio argomento di conversazione preferito. Dai, spara, che hai?”
“Sono uscita con uno. Tre volte.”
“Ah! Bene! Lo conosco?”
“No, è un addetto alla sicurezza, uno che capita in negozio ogni mese per i controlli. E’… carino, separato, abita anche vicino e poi comunque è uno disposto a spostarsi.”
“MA…Perché sento che c’è un MA?”
“Eh niente, dopo la terza volta che ci siamo visti mi ha detto che non esclude di uscire anche con delle altre…che cercherebbe forse anche una donna più giovane…”
“Ma quanti anni ha ‘sto campione di delicatezza, scusa?”
“Quaranta.” (La mia amica ne ha 51, portati divinamente.)
La guardo e ha l’espressione di un panda in esilio. Mi fa tenerezza. Ma io mi chiedo, anzi VI chiedo, innanzi tutto perché un uomo di 40 anni esca con una donna di dieci anni più vecchia di lui. Secondo mi chiedo che senso abbia a 40 anni – che non sono 20 e nemmeno 30 – dichiararsi apertamente libero battitore ma DOPO che ci sei uscito e ci hai pure fatto un blando giro di giostra. Ma cosa stiamo diventando? Cosa siamo diventati? Che va bè fare una sorta di “‘ndo coio, coio”, ma in età ampiamente adulta no, è una cosa becera. Tutta questa smania di conquista, di seduzione, di finta ricerca della donna/uomo coi quali stare serenamente, lievemente, con un pizzico di allegria e consapevolezza che né la Bellucci né Russel Crowe o Charlize Theron o Matt Damon passeranno dalle nostre parti e ci giureranno amore in esclusiva portandoci via dalla nostra quotidianità. Un po’ di onestà insomma. Non esiste più l’onestà tra uomini e donne? La sincerità che non sia la crudezza per allontanarti? O più semplicemente, non si potrebbe uscire insieme, magari anche fare sesso ma in modo da non ferire poi la parte che risulterà più debole, meno gradita?
A voi giro la domanda.
Poi sono stata al supermercato. Non è una cosa strana, effettivamente. Strano è stato il momento, la serie di piccoli eventi. Non vado spesso al “Retail of the year”, quello che era un hard discount e adesso ci dice “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato.” La scorsa settimana ci sono andata perché c’erano diverse cose che mi interessavano. Arrivo nel parcheggio, pienissimo, e mi viene incontro una signora con in mano una confezione di wursteln aperta, se ne stava mangiando uno, così, crudo, freddo, alle sei del pomeriggio. La cosa mi ha scatenato una tristezza infinita. Forse è un problema mio, in fin dei conti una per merenda può mangiarsi ciò che vuole. Area carrelli: il solito black finto intirizzito che si porta avanti e ti chiede l’euro che hai in mano per il carrello. Non glie lo do perché non mi va, perché sono gruppetti ben organizzati che la sera se ne vanno con un furgone, perché è un racket, perché molto raramente faccio la carità. Entro. Musichetta soft, tante cose, tanta scelta, ma soprattutto conto nel giro di 5 minuti quattro zingari impegnati nelle loro ormai prevedibili manovre di distrazione barra accerchiamento attorno a signore tutte in età avanzata. qualcuna se ne accorge e si porta la borsetta sul davanti, una non se ne accorge e uno dei tizi continua a tampinarla guardando me perché ha capito che ho capito. Fermo la signora e le chiedo un’informazione sulla pasta brisè, che se non altro serve a far allontanare il tizio. Faccio la spesa in fretta e mi metto in fila alla cassa. I quattro zingari arrivano a breve. Uno ha in mano una mozzarella e si mette in fila, due escono attraverso una cassa chiusa senza cancelletto. Il più anziano ha in mano due birre. E’ parecchio avanti rispetto a me, la gente lo guarda tanto quanto lo guardo io. Paga le birre con monetine da 20 e 50 centesimi ma poi tira fuori quattro banconote da 50 euro e chiede alla cassiera se ha da cambiargliele con due banconote da cento. La ragazza spinge un pulsante sotto il ripiano della cassa, lo zingaro se ne accorge subito, molla birre e monetine e se ne va. La gente inizia ad inveire, una delle signore in fila alla cassa si accorge di non avere più il portafogli. Si chiudono le porte e una voce ci avverte che non possiamo uscire perché ci sarà un “rapido e controllo anti taccheggio nel pieno rispetto della legge”. La gente s’incazza ancora di più e qualcuno inizia a sbraitare che gli zingari erano lì da un gran pezzo. Io mi controllo la borsa, che magari qualcuno non mi ci abbia infilato dentro un pezzo di parmigiano o un portafoglio “a mia insaputa”, dato che va di moda. Arrivano due armadi, calvi e vestiti come manichini della Rinascente che altro non fanno che raccogliere la testimonianza della signora derubata, chiedono se qualcuno ha visto qualcosa di sospetto e avvisano che fuori c’è comunque una pattuglia dei carabinieri. Io provo un profondo senso di disagio: per tutto ma soprattutto per questo nostro povero paese dove oramai questa è la realtà e dove non mi stupisco più della crescente intolleranza di tutti verso tutto. Io amo l’Italia, ma non vedo una luce in fondo al tunnel, anzi, ho l’impressione che in fondo al tunnel troveremo un muro e calerà la scritta ” Credevi di uscire he? No! Sei su scherzi a parte!”

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6 risposte a Di seduzione ( e di supermercati .)

  1. margherita ha detto:

    Alla prima domanda mi viene uno spontaneo NO! Non vedo persone capaci di essere così sincere e libere da riuscire ad avere una relazione che non implichi la sofferenza di una delle due parti, altrimenti come potrebbe materializzarsi la necessità di dimostrare la propria stupidità fatta di tacche sulla pistola?
    La tristezza della intolleranza e dell’impotenza di fronte alla strafottenza fanno parte del nostro quotidiano, purtroppo. Non credo ci sia molto da sperare per il futuro.

  2. domenicomortellaro ha detto:

    Non siamo tutti uguali… e voi non siete tutte donne medie. Ma pezzo godibilissimo!

  3. metalupo ha detto:

    Penso fortemente che l’essere umano stia peggiorando a vista d’occhio, forse (dico forse) sotto i colpi della vita sempre più difficile e incerta, sotto un bombardamento quotidiano di catastrofi imminenti più o meno annunciate a squarciagola.
    Credo fermamente che l’intero genere rappresenti un qualcosa di infestante e funesto, almeno nella quasi totalità dei casi.
    Ho sempre creduto molto plausibile la teoria del semaforo, quella che in sostanza espone che chiunque, anche un Ghandi qualsiasi, sia in grado di spararti in faccia ghignando per un litigio a un semaforo.
    Figurati se gli manca da mangiare o se si sente minacciato in qualche modo.
    Da qui, a cascata, tutti gli altri comportamenti certamente esecrabili, ma assolutamente plausibili.

    Ahò, comunque se la tua amica cinquantenne topa si fa una gita da ‘ste parti prometto di essere gentilissimo.🙂

  4. Pinzalberto ha detto:

    E’ la solita storia. Perché un uomo dovrebbe impegnarsi con una donna se ci sono schiere di ragazze pronte a dargliela via come il pane? Io sono sempre più convinto che l’emancipazione sessuale femminile vi si sia rivolta contro. E’ la legge del mercato su domanda e offerta: se l’offerta aumenta il consumatore avrà più scelta……

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