Però…

Qualche giorno fa ho lasciato un commento dalla mia adorata Vagy (www.memoriediunavagina.wordpress.com) sul film “Nessuno si salva da solo”. Poi però ho ripreso in mano il libro il quale, ribadisco, è un mappazzone di tante, troppe tematiche/problematiche sentimentali e di conseguenza si inceppa un po’, tanto quanto il film non scorre non prende.
Ma in ogni opera, anche la meno riuscita, ci sono brandelli che sono piccoli racconti a sé, che brillano della semplice brutalità del vero. Brani come questo.

“Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto. Dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male.
Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta, che rigurgita dai tombini, quella dell’intero palazzo, dell’intera città, di tutte le coppie che si sono lasciate prima di voi, contemporaneamente a voi. Perché la merda parla nei suoi canali sotterranei e si consulta. Tutte le coppie che si lasciano s’infilano nello stesso buco, ripetono lo stesso giro nel castello degli orrori.
No, non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro.
Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio.
Invece la gente non lo sa. La gente spera e continua a stare male.
Ma nessuno sa quanto, solo chi l’ha vissuto sa quanto si sta male.
Quando torni e quando vai. Quando cominci a scaraventare le cose, la tazza del caffè dove ti sei versato il vino, il mucchio dei cd. Quando il bambino piccolo piange e quello grande respira soltanto, come un gatto che non deve farsi trovare. Perché ha già imparato. E tu nemmeno li guardi, i tuoi figli, perché semplicemente non li vuoi tra le palle. Perché non vorresti avercele mai portate le tue palle nel mondo. Perché davvero senti di non valere niente. È lei che ti ha ridotto così.”
— Nessuno si salva da solo- Margaret Mazzantini

Chi c’è passato lo sa, che va così. Che nella frase finale ci sia un “lui” al posto di “lei” non cambia nulla.B4cmH2LCAAABpm5

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20 risposte a Però…

  1. Il Pinza ha detto:

    Non ho visto il film e non lo vedrò, non ho letto il libro e non lo leggerò, però mi fido ciecamente di te…..

    • Dovesei ha detto:

      La Mazzantini scrive per un pubblico femminile e abbastanza complesso dal punto di vista emotivo, poi è una scrittrice troppo legata all’immagine pubblica e di coppia, tant’è che o la ami o la odi. Io la stimo un botto perché vorrei possedere la sua tecnica narrativa, che va molto oltre a quella codificata. Ha insomma dei bellissimi guizzi che io mai avrò. Diciamo che questo è stato il classico libro marchetta, e il film di conseguenza.
      grazie della fiducia tesurino! :*

  2. Volevolaprinz ha detto:

    Non ho letto il libro,non ho visto il film…eppure in certe cose mi ritrovo in questo scritto (fortunatamente non per i figli) però con una variante…perchè ho permesso questo? ecco.

    • Dovesei ha detto:

      A saperlo. Nella mia vita è successo due volte. La prima, col padre dei miei figli, non ho saputo, potuto evitare il massacro. La seconda mi sono fermata prima, ma poi se una si gira a guardare il percorso, comunque qualche schizzo di merda lo vede. Forse non vogliamo accettare che l’amore, quando finisce, ci pone davanti a uno sconosciuto, un essere del quale cogliamo solo i difetti, le scivolate, l’inadeguatezza. Forse se siamo emotivamente intelligenti e generosi riusciamo a passare oltre e a separarci senza che tutta quella merda ti travolga, ma sono in pochi a riuscire a farlo, e a salvare l’amore che non c’è più salvando anche sé stessi.

      • Volevolaprinz ha detto:

        Sai cos’è..io sono passato oltre il passo è stato fatto,ma è il ricominciare che mi viene difficile,è vero quando l’amore è finito vediamo solo le cose peggiori quindi sì meglio andar via,ma ci sono gli strascichi da elaborare e archiviare. Il passato è passato il (mio) presente è da decifrare e il futuro non ci appartiene.

        • Dovesei ha detto:

          E’ che il passato ci condiziona sempre e comunque, anche se lo abbiamo archiviato. Il presente meglio viverserlo giorno per giorno, anche negli strascichi.
          Senza la pretesa di dare lezioni, he… 🙂

          • Volevolaprinz ha detto:

            Certo,il problema è dargli la giusta dimensione e la giusta influenza,il presente è un rebus per me…vorrei solo più serenità e spensieratezza. Ricostruire (dopo anni di annullamento,con colpe evidenti di chi si è fatto annullare anche se in buona fede) mi rimane difficile ora. Tutti mi spingono a uscire,frequentare gente nuova e lo sto facendo,corso di fotografia,palestra studi professionali..ma cazzo ho il vuoto di fondo..e non è in nessun modo mancanza di chi per anni mi ha ridotto così eh,è un vuoto molto più profondo.

          • Dovesei ha detto:

            Sono tempi cupi, che amplificano tutto.
            Certo, uscire, andare in palestra, ai corsi, studiare…tutto serve ma quel vuoto è solo lo spazio lasciato da ciò che hai dato.
            Tempo, a volte molto tempo. Solo questo ci vuole.

          • Volevolaprinz ha detto:

            Colpito e Affondato.

  3. metalupo ha detto:

    …E poi sicuramente sarebbe megglio essere tutti molto benestanti in modo da potersi lasciare senza polemiche, strascichi di soldi, manteniment, casini.
    Perchè buona parte della merda che ti fai andare bene nasce da quello.
    Ma tu questo già lo sai, porcaputtana.
    Qui lo dico e qui lo nego ma a me i film del duo piacciono parecchio, ecco magari lei non la leggo, ma la resa cinematografica l’apprezzo.

    • Dovesei ha detto:

      I soldi sono la cacca del diavolo, diceva mio nonno, e porcoggiuda se aveva ragione.
      Sai che io però ho conosciuto anche gente che stava insieme per paura? Di ricominciare, di trovarsi “spaiati”, del giudizio della gente.
      E sull’altare della paura ha polverizzato miliardi di neuroni, si è mangiata il fegato, e se ne sta ancora lì a far finta di.
      Il duo Mazza-Castell è ben assortito, senza dubbio, ma io trovo che lei sia una spanna sopra al marito, come talento.

  4. Bia ha detto:

    Non ho mai capito se è la Mazzantini a cercare me, o io ad incappare nei suoi libri nei momenti meno opportuni. O più opportuni, non so. Fatto sta che ogni libro suo che ho letto, l’ho sempre letto in un periodo particolarmente complesso della mia vita, in cui il libro si incastrava alla perfezione. Indovina quando ho letto “Nessuno si salva da solo”??!
    A me, la Mazzantini, va a finire che mi rimane sempre un po’ indigesta… e ogni volta che scrive un libro nuovo, un po’ mi viene l’ansia 🙂

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