Le luci nelle case degli altri 2

Mi è sempre piaciuto guardare le finestre illuminate, che sia tornando verso la stazione a Venezia o passando in autobus in qualsiasi città, o ferma al semaforo in auto. Da quando ho cambiato casa e quartiere mi si è aperto un mondo. Come ho scritto in un altro post, prima abitavo in una specie di nido da aquila dal quale vedevo quasi a 360° ma nessuno poteva vedere dentro a casa mia. Qua è diverso, il condominio è il classico condominio borghese tardi anni ’70, composto di due blocchi separati da un giardino, poi sul davanti c’è una strada residenziale con case basse e un unico condominio. A casa io sto veramente poco, sia perché parto alle 8 del mattino e torno verso le 6 di sera sia perché qualche fine settimana lo passo a casa di Bip, ma quando ci sono mi perdo ad osservare la varia umanità. Nel condominio gemello del mio vedo molto bene alcune finestre, anche perché io sono al piano più alto. C’è una signora anziana con una stanza da letto col copriletto in broccato e poltroncina “pendant” che quando la figlia la va a trovare tirano su baruffoni da paura. C’è un’altra donna, insegnante in pensione che dona la voce per un centro del libro parlato. Passa ogni sera un’ora almeno a leggere ad alta voce registrando i file al pc. La vedo nel suo piccolo studio, con cuffia microfonata e l’estate passata la sentivo pure, bella voce, bella enfasi da lettura espressiva. Spesso ha sulla scrivania un vaso con dei fiori freschi.
Al mio stesso livello c’è, sempre di fronte, un appartamento misterioso. Per tutta l’estate l’unica finestra di fronte alle mie è rimasta ermeticamente chiusa e con la tapparella bloccata a mezza altezza. Sul vetro niente tende ma una pellicola oscurante. Unico segno di vita un gigantesco gatto Main Koon che compariva ogni tanto sul terrazzo, ora nemmmeno più quello e la tapparella è sempre rigorosamente abbassata senza nemmeno uno spiraglio.
Di fianco a questi invisibili dirimpettai vive una dottoressa, primario di geriatria. Ci conosciamo per vicende personali e dato che ci alziamo alla stessa ora, neanche fossimo sincronizzate, ci facciamo un cenno di saluto. E’ una donna stra impegnata, con orari davvero assurdi, rientra sempre tardissimo e a volte la vedo ricamare seduta in una stanza che è il corrispondente dello studiolo della signora lettrice. Ha un terrazzo enorme, quanto il mio, con gruppi di gerani lasciati malinconicamente a congelare nelle cassette.
Io dormo sul davanti del palazzo, lato strada, di fronte all’unico condominio della via oltre al mio. Qua siamo a livelli da “La finestra di fronte”. Vedo tutto e tutti, al punto che a volte mi sento in imbarazzo per loro. Preciso che non ho ancora manco mezza tenda perché no tengo dinero, ma io quando torno abbasso le tapparelle ad arte. Gli inquilini del palazzo di fronte no, tende scostate oppure anche loro quelle strane pellicole adesive ma chiare, a fare funzione di tenda. E quindi al quarto piano c’è quello che ho soprannominato “er mutanda”, uomo sui 65 anni che vive solo con un bellissimo King Chevalier. Passa il suo tempo, almeno quello che vedo io, a fumare, ascoltare musica con un paio di cuffiettone blue tooth, parlare al cellulare e guardare le finestre del mio condominio. Spesso la sera lo fa a luci spente ma dato che ne lascia una accesa in una stanza da qualche parte alle sue spalle lo si individua benissimo. Al mattino rifaccio il letto e lui è lì, la sera entro in camera e lui è lì. Un tantino inquietante ma vedendo con quanto affetto accudisce al suo cane penso che in fondo non debba essere una cattiva persona. Ah, “er mutanda” perché per tutta l’estate ha vissuto in mutande. Potrei dirvi pure ogni quanto le cambiava. Adesso quando lo vedo è in tuta o indossa una vestagliona a strisce verticali. Al piano di sotto sta una famigliola sud americana; nulla di che se non che quest’estate alle 11 di sera i bambini ballavano in cucina con musichette tipo “Ay si te pegu”.
Secondo piano, la casalinga solitaria. Signora di età indefinibile tra i 55 e i 60, terrazzino con piante meravigliose, tendine immacolate, televisore perennemente acceso, dalla mattina quando tiro su la tapparella, al mezzogiorno e pomeriggio le volte in cui sono a casa, a quando arrivo la sera, il suo televisore è perennemente a sputare immagini, lei seduta al tavolo della cucina, a volte a cucire, a volte a pulire verdure o impastare cose in una grande ciotola.
Altri due appartamenti sono occupati da una coppia di anziani, uno, e da un anziano da solo l’altro. Li vedo guardare fuori, verso il basso in strada o forse all’interno degli appartamenti al di sotto del mio. Sono pallidi come i loro capelli bianchi e mi fanno una grande tenerezza.
Al piano rialzato c’è quello che ho soprannominato “il giardiniere”. Il suo appartamento ha un fazzoletto di terra di sua pertinenza che è una sorta di giungla intricata dove non c’è nemmeno lo spazio per una sdraio. Cespugli su cespugli, strani, senza fiori, e un cardellino in gabbia che l’estate passata sopportava stoicamente il sole cocente tanto quanto ora alle 8 del mattino è già appeso fuori nella nebbia: un cardellino Highlander.
So che la domanda che vi starete ponendo è “Ma perché non ti fai un piattino di cazzacci tuoi” però qua volevo arrivare: voi cosa vedete dalla vostra finestra?

A Vous, cari lettori.

Da dove vivevo prima.

Da dove vivevo prima.

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16 risposte a Le luci nelle case degli altri 2

  1. gattaliquirizia ha detto:

    la visuale dal mio, di balcone, è molto più limitata.
    A sinistra c’è Elisa, a cui i miei coinquilini danno un’età imprecisata tra i 60 e i 70, eppure spesso la incrocio in ascensore quando vado in ufficio. senza saperlo, ha la capacità d’infondere serenità.

    difronte, dall’altro lato della strada, a sinistra un appartamento di studenti universitari, che vivono il balcone molto più di noi, sfruttando l’ombra che li bacia. d’estate organizzano sempre grandi cene le cui guest stars sono le loro panze. accanto a loro una (presunta) single che d’estate gira tutto il tempo in biancheria intima. quando ho “svelato” ai miei coinquilini che quasi certamente lo faceva per attirare gli sguardi maschili del circondario, ci son quasi rimasti male.

    gli appartamenti del primo e secondo piano, non pervenuti.

  2. lucedelloro ha detto:

    Ciao, mi sono imbattuta per caso nel tuo blog ma è stato bello condividere qualcosa che adoro pure io fare🙂

  3. IL PINZA ha detto:

    Che bel borghetto! Bella la foto, mi piace tantissimo!
    Anche a me è sempre piaciuto dare un’occhiata alle finestre che mi trovavo di fronte alle mie, specialmente in vacanza. Ma nella case dove ho sempre abitato non ho mai avuto visibilità su altri appartamenti, prima avevo il giardino privato con la siepe che copriva il perimetro mentre adesso non ho nessuno, una vista sul vuoto. Meglio così dato che sarei anch’io, per i vicini, er mutanda…… o er pendolino, dipende dal caldo….🙂

  4. Fedifrago ® ha detto:

    Ma prima vivevi sull’albero?😀

    Da circa tre anni vivo in una zona fuori città, al limitare di un parco agricolo con risaie, lepri ed aironi. Dalla porta finestra del bagno vedo una villetta sull’altro lato della strada, con una coppia anziana e la donna che spesso raccoglie foglie ed erbacce nel giardino; dal soggiorno e dall’altro bagno (soprastante) vedo un’altra casetta tipo la mia, ma come me coprono finestre con tendaggi …..in compenso l’estate passate litigavano spesso furiosamente (sentivo due voci di donna ed una di uomo) con urla allucinanti e propositi omicidi/suicidi, avevo persino pensato di chiamare i Carabinieri per tema che finisse in tragedia

    • Dovesei ha detto:

      In pratica si, vivevo su quel albero perché il mio appartamento era l’unico ad avere l’affaccio proprio davanti alla chioma che era, anzi è enorme dato che è stato piantato nel 1875.
      Dove vivo ora ci sono diverse coppie di anziani e passando davanti alle loro porte anch’io li sento litigare molto spesso. Forse è una fine logica dopo una vita insieme. Logica e fisiologica: non sopportarsi più.

  5. Bulut ha detto:

    Io invece vivo al sesto piano di un condominio e di fronte ho un altro condominio analogo al nostro.
    A casa ci sto poco, e se ci sto non guardo troppo fuori… Comunque, nel condominio di fronte c’e’ un appartamento dove praticamente stanno sempre in bikini. Non so se siano studentesse o docenti (siamo in un campus!) Vanno anche a prendere le cose sul balcone in bikini, forti del fatto che probabilmente nessuno sta a guardare dalla finestra. Un altro appartamento invece ha il gatto e una volta ho beccato la padrona a buttarne le deiezioni dalla finestra, con la paletta, lanciando. Argh!

    Ho un panorama a volte abbastanza suggestivo, di sera, sulla citta’ a fondovalle. Che e’ piena di luci come ogni quasi-metropoli.
    Comunque bella la foto di quanto vedevi da dove eri prima! Mi mancano le città stile italiano…

    • Dovesei ha detto:

      Conosco parecchi docenti stranieri qui dove insegno e non ce li vedo in mutande o bikini 😄
      La signora che getta la cacca del gatto dal terrazzo è fantastica.

  6. thanks ha detto:

    Un albero che d’estate non dice nulla ma, in autunno, non appena si spoglia, è una vera scultura. In inverno, non appena fa freddo arrivano i pettirossi a cercare i semi di girasole che lascio in un piccolo sottovaso.
    Poi vedo la siepe che circonda il giardino e, attraverso il cancello, la portiera della mia auto con la quale, se lo desidero, posso allontanarmi da questo b**o del c**o del mondo.
    Non vedo mai nessuno, ma questo isolamento non mi dispiace.( Ogni giorno che passa divento sempre più volontariamente misantropa.)
    Non ho né cani né gatti.
    Anch’io sono donatrice di voce.
    Un abbraccio.

    • Dovesei ha detto:

      Amare la solitudine e viverla bene è per me un valore.
      Sai che anch’io amo osservare i dettagli di ciò che mi circonda ? Facile trovare la bellezza in un albero in primavera o estate. Poetico e complesso trovarla in un tronco spoglio.
      Ricambio l’abbraccio.

  7. delphine56 ha detto:

    Mi sono chiesta per un po’ chi vedevo dal mio balcone e mi sono resa conto che non vedo nessuno. Vivo in un condominio in mezzo ad altri ma sono abbastanza lontani, tra gli uni e gli altri ci sono alcuni alberi e un bel giardino. Quando esco sul terrazzo che vedo? Il benzinaio, la strada e le macchine. Non è un gran bel vedere. Forse per questo non ho memorie di persone e fatti che li riguardino. Solo macchine, strada e benzinaio. I benzinai sono due in realtà, due fratelli celibi, vanno sempre avanti indietro dal bar, i primi tempi che abitavo qui uno dei due mi salutava spesso, ora ha smesso, spazza con la scopa di saggina il piazzale con la testa bassa.
    Erano più belli i miei terrazzi napoletani, quello della casa piccola affacciava sulla piazza del mercatino dove per tutto il giorno c’era un colorato via vai di gente, in quello della casa grande tra i grattacieli potevi scorgere un triangolino di mare. Era più bello anche guardare il piccolo ma rigoglioso giardino della casa padovana, con la sua alta siepe di bosso divideva fermamente il mio mondo da quello altrui.
    Tutto qui.

  8. Le finestre di fronte a casa mia sono quelle di un circolo svizzero, quindi come puoi immaginare, molto morigerato. Ogni tanto fanno anche delle feste ma credo di non aver mai visto, dico mai, le luci accese dopo le 11 di sera… D’altra parte credo che anche noi nel complesso offriamo una visuale abbastanza borghese (nonostante qualche minigonna di troppo, ma del resto quando sono a casa nu è più facile scandalizzare con tute e ciabatte🙂
    La signora di sopra invece fa cadere un sacco di roba quando stende, hanno un cane ma per fortuna direi che almeno le cose del cane non le getta dalla finestra😀
    Dal tuo commento sono arrivata qui e sono contenta, è un bel posto, mi piace🙂
    Un saluto
    Alexandra

  9. Paola ha detto:

    Dopo aver lasciato il panorama sul golfo di Napoli che mi ha accompagnato per moltissimi anni, ho avuto la fortuna andare ad abitare in una casa al 5 piano di un palazzo alto rispetto agli altri, per cui vedo solo tetti e terrazzi. La casetta al mare invece ha un lato che affaccia in un cortile interno dove faccio delle belle sbirciate nelle case altrui, complice anche che in vacanza ho il tempo per cazzeggiare. In particolare sono focalizzata su una coppia che abita di fronte, sulle loro colazioni in terrazzo, i teli mare stesi dopo la giornata in spiaggia, lei che cucina e assaggia, lui che ripara la tenda in terrazzo,le cenette tranquille. Quando arrivo e apro il terrazzo guardo subito se ci sono e quando riparto l’ultima occhiata prima di chiudere è al loro terrazzo. Forse è un po’ morboso ma lo giustifico col fatto che in vita mia non ho mai avuto vicini da sbirciare e la cosa forse mi è mancata. Ciao. Paola

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