A mia figlia.

Ieri sera abbiamo parlato per più di un’ora, piccola mia, ma ci sono cose che non ho potuto dirti.
Non sei più una ragazzina, hai 24 anni ma l’aspetto di una diciottenne. Sei bella, alta, sottile, intelligente e capace ma totalmente indifesa e inesperta in amore, o in ciò che può assomigliarvi. E’ stata per me una brutta sorpresa vederti tornare a casa per una settimana, per sostenere due esami, e sentirti dire che tu e M. vi siete lasciati, o meglio, lui ti ha lasciata andare. Volevo e voglio molto bene a M., che conosco da un anno ma ricordo molto bene da prima, dal giorno della tua laurea quando vidi quel ragazzo sottile e altissimo abbracciarti in un modo in cui non si abbraccia una semplice amica. Solo tempo dopo me l’hai presentato e ha iniziato a frequentare casa nostra. Gli ostacoli esistevano già ma tu non li vedevi, perché abitare a 80 chilometri di distanza è comunque già una piccola complicazione anche se studiate a Venezia entrambi, e frequentare corsi diversi con tempo libero molto limitato è un’altra, e il tuo essere in perenne movimento, curiosa di tutto, sempre alla ricerca di esperienze di studio all’estero era un ostacolo in più, contrapposto a una certa indecisione immobile di lui. Però vi ho sempre visti felici di stare insieme, sereni, innamorati di quell’amore cristallino che appartiene alla vostra età.
Non avrei mai voluto che tu ti scontrassi col fatto che ci si può volere molto bene ma non riuscire a stare insieme perché il passo di uno è troppo diverso da quello dell’altra.
“Io gli sono sempre andata incontro” mi hai detto piangendo ieri sera. Dopo un viaggio iniziato in Scozia alle 3 del mattino sei arrivata in aeroporto, ti è venuto a prendere dopo molti “ma” e “se” e mi hai detto “Mamma non serve che venga tu a prendermi, viene M. e poi dormo a casa sua e noi ci vediamo sabato mattina, arrivo in treno.” Invece alle sette e mezza di sera mi hai telefonato in lacrime, “Sto tornando a casa”, e sei scesa dal treno col tuo zaino pieno di thè e shortbread e col tuo carico di dolore acerbo. Ti avevo preparato il puré perché so che ti piace e perché è uno di quei cibi-rifugio che aiutano anche un po’ l’anima, e la macedonia. Tuo fratello, informato preventivamente, non ci poteva credere nemmeno lui. “Ma dai mamma! Ma è impossibile! Ma se filavano d’amore e d’accordo!”
E invece è possibile, e succede.
Succede quando uno dei due non è in grado di superare i propri limiti pur riconoscendoli.
Succede perché esiste anche un egoismo dettato dall’insicurezza, dall’immaturità che almeno in questo caso è anche anagrafica.
Succede perché forse tu ami lui più di quanto lui ami te. Perché l’amore, per quanto acerbo, ti fa muovere e smuove, e anche il più disorganizzato si organizza, anche il più “testa per aria” scende coi piedi per terra e mette in piedi un qualche progetto.
“Io in fondo non chiedevo molto, solo che lui finiti i due esami che ha venisse a Glasgow da me per una settimana, dieci giorni, e invece era tutto un “non so”, “non ho soldi e mi scoccia chiedere ai miei”, “forse mi prendono per un workshop”.
Un altro che ha paura anche della sua ombra, ho pensato ripensando al mio passato. Un altro prigioniero degli obblighi famigliari che impediscono di chiedere una manciata di euro a una famiglia che comunque non ha grossi problemi economici. Ti ha ferita, ti sei sentita rifiutata anche se ha ribadito di volerti bene, di soffrire molto per questa sua incapacità a fare progetti, a lanciarsi in una piccola avventura. Ti ha ferita senza cattiveria, con delicatezza, con onestà, dicendoti che non vuole più tenerti in bilico prigioniera delle sue fragilità. Però ti ha ferita.
“Io ero disposta ad andargli incontro ancora una volta, a pretendere di meno, magari sono io che pretendo troppo…ma lui non ha voluto.”
“E’ un bene, tesoro mio, che non abbia voluto, che ti abbia lasciata libera, credimi. Perché se già adesso, senza che tu te ne renda conto, l’asticella della sua stima nei suoi confronti si è un pochino abbassata, tra tre mesi, sei mesi, un anno, sarebbe crollata e amare una persona che non stimi fino in fondo è doloroso, e faticoso.”-“Chi meglio di me può dirtelo”, avrei voluto aggiungere ma non l’ho fatto, perché non si stava parlando di me. Però ho dormito da schifo perché il suo dolore mi ha attraversata e forse ha riportato a galla il ricordo del mio. Non voglio che mia figlia passi il suo tempo a caricarsi del peso dell’incompletezza e delle paure di un uomo.
Non voglio.
Non voglio.
Non voglio. Per te voglio un amore che ti faccia ridere e sorridere, che cammini col tuo passo e ti stia accanto. Voglio qualcuno che ti sollevi dalle paure e dalle ipocondrie, dai fallimenti che certamente incontrerai. E mai come adesso, qui dove non leggerai mai, ti dedico le parole della canzone di Battiato, la più bella e disattesa canzone sull’amore. Ti voglio bene. Mamma.

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9 risposte a A mia figlia.

  1. Volevolaprinz ha detto:

    Porco cane quante cose mi hai smosso con questo post..

  2. metalupo ha detto:

    Soffrirà magari anche per un bel pò. Ma è tosta e in gamba, s’intuisce perfettamente.
    Ne uscirà a testa altissima.

  3. katherine ha detto:

    E’ dura per noi mamme. Vedere i figli che soffrono è un dolore più grande della nostra stessa sofferenza. Passerà anche questa, e sarete entrambe più forti. Un abbraccio!

  4. Bulut ha detto:

    Perché l’amore, per quanto acerbo, ti fa muovere e smuove, e anche il più disorganizzato si organizza, anche il più “testa per aria” scende coi piedi per terra e mette in piedi un qualche progetto.

    “Io ero disposta ad andargli incontro ancora una volta, a pretendere di meno, magari sono io che pretendo troppo…ma lui non ha voluto.”

    Si’, e’ difficile quando ci si passa… pero’ meglio che sia andata così, anche se fa soffrire.

    Vi abbraccio,

  5. IL PINZA ha detto:

    Il più grande insegnamento in questo campo ce l’ho avuto da mia figlia. Credo che i figli di separati crescano con una forza superiore agli altri, sono più autosufficienti e sono consapevoli che l’amore non sempre è eterno. Poi, diciamocelo, non rinunceresti al tuo bip per poter tornare a 24 anni??🙂 Lei ha ancora un’invidiabile prospettiva della vita……

    • Dovesei ha detto:

      Domanda da un milione di dollari, risposta paracula: certo che sì, ma con le consapevolezze di oggi. 😝

      • IL PINZA ha detto:

        Con le consapevolezze di oggi ti divertiresti meno, molte cazzate non le faresti più. Meglio viverla come allora, con i capelli lunghi e i pensieri corti.
        O no…… ripensandoci bene a 24 anni ero già proiettato verso la famiglia……🙂

  6. Paola ha detto:

    Mio figlio la scorsa estate è stato lasciato dalla ragazza con cui stava da 3 anni, lei lo ha mollato il giorno prima di un esame e tre giorni prima del suo compleanno, quando si dice il tempismo. Insieme a lui anche a me è caduto il mondo addosso, perchè li vedevo felici e lei mi piaceva. E’ stata durissima aiutarlo, ma più di noi familiari è stata fondamentale la vicinanza degli amici. Ora ne è fuori del tutto, tranne qualche ricaduta nostalgica. Ti dirò che questa esperienza lo ha aiutato a crescere e alla fine mi ritrovo con un figlio migliore e più maturo. In bocca al lupo per tua figlia!

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