Aggiornamenti.

Sono mesi che non scrivo. Di solito i motivi per i quali non si aggiorna il proprio blog sono sostanzialmente di due tipi: o si è felici ed occupati a vivere la propria vita in 3D, o si è talmente depressi che non si ha voglia di scrivere e ammorbare il proprio pubblico con le proprie sfighe, barra paturnie, barra vicissitudini. In realtà nè uno nè l’altro caso. Occupata a vivere la vita in 3D sì, ma felicità è parola grossa, grossissima, sostituita da tempo nel mio personalissimo glossario da serenità. Quanto a scrivere, mi sono sfogata altrove. Dopo secoli sono riuscita a pubblicare un racconto in un’antologia di scrittori “emergenti”, da dove non si sa ma quanto basta per non dover cedere alla tristissima editoria a pagamento. Questo progetto mi ha portato via tempo ed energie ma poi c’è tutto il resto: lavoro (sempre precario,) famiglia, gatto, amici, problemi degli amici, la vita insomma. Last but not least c’è, emmenomale, il Bip. Lui c’è sempre, come un faro in mezzo all’oceano. Saldo, fermo, sorridente e ottimista. E’ strano come di un uomo col quale sto così bene io senta così raramente il bisogno di scriverne. Prima, nella vita con l’altro, ho ammorbato il mondo su quanto fosse bello e romantico e a periodi inetto e stronzo ma quanto mi amava, quanto… e che bisogno di dirlo e dirmelo un giorno sì e uno no. Con Andrea questo bisogno non c’è. Io e lui viviamo serenamente la nostra vita insieme e quei momenti in cui siamo giocoforza separati. Lui viaggia molto, io mi sposto molto per poi tornare alla base la sera. Ritrovarsi è una gioia. Mi chiede al telefono se voglio cenare fuori o che lui porti qualcosa. A volte preparo qualcosa di speciale per noi o per i ragazzi, miei e suoi, ma spesso se siamo soli ce ne andiamo da Road House o al Mac e poi a casa. L’estate è trascorsa tra Jesolo e casa e un paio di settimane a Livigno dove lui aveva un impegno di lavoro. Ci amiamo, ci sosteniamo e viviamo la nostra storia in modo adulto, ecco. L’amore che strappa i capelli anche no, non più, grazie. Nè per me nè per lui.

In questo tempo in cui il blog è stato in stand by mia figlia, reduce da rottura col moroso storico ( per mia figlia due anni sono storia lunga,) ha pensato bene di fidanzarsi con un ragazzo scozzese, di Glasgow, dove era andata per sei mesi per l’Erasmus. Allo scadere del periodo, dieci giorni prima di partire, conosce lo scottsman a un colloquio di lavoro. Era il mese di giugno. Vanno avanti senza aspettarsi chissà che cosa, almeno lei così mi dice. Il dato di fatto è che a marzo lei si trasferirà a Glasgow intanto in cerca di lavoro, e comunque a casa di lui che nel frattempo ha abbandonato l’appartamento che divideva con altri due ed ha preso in affitto un appartamentino dove lei avrà la base una volta là. La cosa non mi entusiasma perchè se già è un terno al lotto convivere con uno che parla la tua lingua, ha vissuto infanzia, adolescenza e studi più o meno come li hai vissuti tu, diguriamoci con un ragazzo SCOZZESE, che quello degli scozzesi è veramente un mondo sui generis, che è sì architetto come lei ma ha già girato il mondo per lavoro ( ha tre anni più di lei, ) e la cui filosofia è “Perchè devo stare in un posto o fare una cosa che non mi rende felice o che mi annoi?”. Insomma quel tipo di onesto egoismo che equivale a mettere le mani avanti. Ma… oramai F. è adulta e libera di sceglirsi la strada. Io più che avvertirla mettendole davanti pro e contro non posso nè voglio fare.

Il resto della figliolanza, mio figlio e il figlio e la figlia di Bip sono di tutt’altra pasta, più stanziali, più tranquilli. Probabilmente come dice il mio amico P. “E’ tua figlia Simo, non poteva essere diversa. Ed è la nipote di tuo padre.” E’ che questa fase della vita di F. corrisponde invece a una fase della mia in cui ho bisogno di un porto sicuro dove approdare, e di riempirmi la vita di piccole cose serene: libri, film, cenette improvvisate, sesso condito con una buona dose di leggerezza e risate, amici storici e certi.

That’s it.

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24 risposte a Aggiornamenti.

  1. Bia ha detto:

    Mi piace tantissimo, questo tuo post. Tanto tanto tanto!❤

  2. thanks ha detto:

    Felice di leggerti, dopo tanto tempo e di saperti serena con tutti i tuoi capelli sulla testa LOL

  3. metalupo ha detto:

    Del fidanzato chissefrega umf…
    Molto contento per il racconto, dove si legge?
    Soprattutto contento per la serenità, davvero merce rara.
    Kiss&Lemon

  4. Fedifrago ® ha detto:

    Ma infatti ….le storie per cui ci si strappa i capelli dopo i 50 mi preoccupano. Anche perché li taglio quasi a zero e non riesco a prenderli (quelli rimasti).

  5. paoladazeroblog ha detto:

    senti Simo, buoi dei paesi tuoi o di altri paesi alla fine le difficoltà insormontabili arrivano puntuali come un treno svizzero (ultimamente mi è simpatiaca questa espressione…ultimo treno svizzero:-)) !)….che tua figlia viva pure serenamente, anzi felicemente la sua storia e poi sarà quel che sarà….E tu hai raggiunto un equilibrio invidiabile….Spero di arrivarci anch’io un giorno, il che equivarrebbe a dimenticare il passato ed a riacquistare la fiducia. Seeee….una parola!!

  6. paoladazeroblog ha detto:

    Riguardo alla scrittura, anch’io ho avuto il periodo dei concorsi e un paio me ne hanno pubblicati….Invece il mio libro (io lo chiamo il mio fucking book) me lo sono pubblicata da sola….Niente di che ma sono comunque soddisfazioni…..
    Ah….nel mio commento di sopra ho sbagliato di scrivere la frase fra parentesi….ma comunque si capisce….Ciao

    • Dovesei ha detto:

      Sì sono belle soddisfazioni ma ti diró che questo racconto è molto “tecnico”, c’è poca “panza” nella narrazione . L’altro, il romanzo breve che è già in bozza, mi darà più emozione il giorno in cui lo pubblicheró. Quello è proprio roba mia, dal profondo del mio cuore.
      Adesso peró anch’io voglio sapere il titolo del tuo. 😃

      • paoladazeroblog ha detto:

        “A est di New York è sempre ora di cena”, ma poi ero insoddisfatta, non mi piaceva e l’ho cambiato più che ho potuto, e di conseguenza anche il titolo che è semplicemente “A est di New York”….ma purtroppo in giro si trova solo la prima versione….A giudicare da come scrivi il tuo sarà un ottimo libro…Lo leggerò!

  7. paoladazeroblog ha detto:

    Anch’io voglio il titolo in privato!!!!

  8. katherine ha detto:

    Anch’io scrivo molto poco ultimamente. Un po’ per il tempo bello che tiene lontani dal pc, un po’ per le centinaia cose da fare che ci sono sempre in una casa, diventata grande il doppio ora che i miei genitori non ci sono più, lasciando un appartamento vuoto, un po’ per mancanza di idee. E poi ci sono i figli, con i problemi sempre più grandi man mano che crescono. Noi abbiamo quello del lavoro precario, dei continui colloqui, dei lavori che cominciano e poi finiscono, con l’inizio di un nuovo calvario, di speranze e delusioni. Discussioni, momenti di consolazione ed incoraggiamento, momenti di sconforto per tutti…La vita è difficile per i nostri giovani.
    In bocca al lupo alla tua signorina e buona vita! Tutti chiediamo solo un po’ di serenità. Sarà troppo?

  9. Paola ha detto:

    Tutte belle notizie, anche se condivido le perplessità sulla scelta di tua figlia, ma poi è giusto così. Il libro è acquistabile online o è presto? Paola

  10. La Prof ha detto:

    Scopro ora questo blog ed è una piacevole lettura in questo uggioso sabato sera. Ah, l’Erasmus,e tutte le conseguenze e le persone che si porta dietro. Che dire, anche io ho avuto l’opportunità di cambiare drasticamente la mia vita col boy straniero conosciuto lì ma…ho evitato. Rimpianti? Bha. Forse, chissà. Ma anche no, magari. Perché se uno prende una direzione evidentemente un motivo c’è sempre. O non c’è. E nel mio caso, amore evidentemente non c’era. Alla fine solo se c’è davvero quello, l’amore, sei disposto a cominciare un’avventura del genere in un altro paese e in una nuova cultura. Quindi tua figlia avrà le sue buone ragioni se ha scelto di seguirlo. Immagino avrà ponderato anche lei. O forse no🙂 L’innamoramento iniziale ti fa fare soprattutto scelte di pancia e colta dall’entusiasmo sei spinta a fare anche il passo più lungo della gamba. Però che dirti, Rimane un’esperienza. A prescindere da come andrà col tipo, imparerà la magia e le beghe della convivenza, della condivisione, del vivere fuori da sola in un’altra nazione, apprenderà una nuova lingua, avrà un nuovo lavoro…tutte cose che sicuramente avranno un buon peso sul suo CV, nonché su sul percorso di vita. Poi posso capire il suo bisogno di fuggir via…l’Erasmus ti mette addosso una sete di viaggi e scoperte incredibile, e una volta che cominci è dura tornare. Un saluto😉

  11. Signorasinasce ha detto:

    Anche io ho scritto poco ultimamente, ma sono tornata. Impegnata su più fronti: lavoro, stesura nuovo romanzo quasi pronto, casa, famiglia, due cani, mia madre e il mondo in generale, ero finita in una sorta di bisogno di silenzio da blog.
    Ora che ritrovato tempo e voglia e parole mi fa piacere essere qui.
    La penso come te: in amore… basta scapigliarsi i capelli. L’amore adulto è sempre ottimista e felice.
    E’ sufficiente potersi vedere.
    Un bacio
    S

  12. Volevolaprinz ha detto:

    Finalmente serena! Sono contento!

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