Noi no.

E’ da giorni, forse settimane, che mi frulla in testa l’idea del ri affrontare il discorso della visibilità social. Molti miei colleghi blogger l’hanno già affrontato in chiave più o meno ironica, alcuni in chiave statistica, insomma è un fenomeno che colpisce, e colpisce soprattutto chi conserva ancora qualche neurone attivo e una buona dose di decenza.
Partiamo dal presupposto che non tutti siamo uguali e che io, per esempio, sono una pessima promoter di me stessa per quello che riguarda l’uso di ‘sti benedetti social. A ottobre uscirà il mio secondo racconto lungo, in un’altra antologia di scrittori esordienti, e praticamente nessuno di coloro che mi seguono qui sa che ne è uscito un primo. Sarà che ho una bravissima editor, sarà che comunque per me scrivere è una passione tramite la quale non pretendo di campare, (avoja! come dicono a Roma) fattostà che non ho fatto alcuna promozione nè qua, nè su Facebook, nè tantomeno su Instagram.
Il fatto è che io sui social ci sono, ma sono gelosa della mia privacy, il che è di per sè è già una contraddizione in termini, ma tant’è, sono fatta così. Su Facebook ho soltanto amicizie reali o le poche virtuali sono a prova di bomba, frutto di una conoscenza con radici lontanissime nel tempo, scaturita per esempio da questo blog.
Il mio profilo Instagram è carino, ma mai e poi mai ci metterò la mia faccia; ci sono molte foto di luoghi che amo, in cui sono stata, di momenti fatti di nulla, un pranzo, un caffè, un’alba, le città che frequento per lavoro o quella in cui vivo.
Sono pure su Twitter ma l’orologio è fermo al 2014, credo, e ci passo solo di tanto in tanto a leggere. probabile che sia io a non cogliere il senso del termine “social”, che io sia piuttosto una “asocial”. Fattostà che non capisco le dinamiche che spingono le persone a mettersi in piazza nel modo più becero, a volte pericoloso. Signore di una certa che hanno profili con buchi come una forma di groviera e poi si lamentano se vengono a sapere che la cugina della cognata della loro amica virtuale ha strombazzato in giro che sarebbe meglio che la suddetta passasse al costume intero. Mamme che postano foto dei loro pargoli meravigliosi e poi si spaventano quando viene loro riferito che la Tale, nota a tutti per la sua instabilità mentale nonchè dedita all’alcol, ha messo la foto della sua bambina (della neo mamma) come sfondo; “E io che la credevo un’amica,perchè è amica dell’amica dell’amica e mi faceva tenerezza, a quasi 40 anni, single e senza genitori…Non sapevo che fosse alcolista!” Ma svegliati, invornita.
Oppure le Nuove Coppie. Anche io e il Bip facciamo parte delle Nuove Coppie, e il Bip è, per lavoro, molto attivo sul web; sarà per questo che a livello personale non lo è affatto, tanto quanto non lo sono io che al contrario ho un’attività social limitatissima? O sarà perchè in realtà non ne abbiamo bisogno? Non abbiamo bisogno di postare foto in cui mi avvinghio a lui come una patella allo scoglio (sono sempre le donne, fateci caso, a mostrare questo tipo di possesso. Un pò come i gatti che pisciano per marcare il territorio: loro pisciano, la donna social di basso profilo si avvinghia al suo maschio alfa, “E’mio, sia chiaro.”)
Non abbiamo bisogno di mostrarci gggiovani ad ogni costo, e qui mi ci cascano anche molti maschietti over 50: tagli di capelli improbabili, ove ancora i capelli esistono, piccole creste, occhiali variopinti, T shirts sportive attillate che solo David Beckham e similari potrebbero sfoggiare senza apparire patetici. Il mio compagno porta i capelli piuttosto lunghi (avendoli,) da una ventina d’anni; fuori moda era ed è rimasto. Porta occhiali da vista com la montatura massiccia da almeno 10 anni, quando non erano di moda e anzi, facevano un pò sfigato ex primo della classe. Veste di una sobria eleganza un pò british sempre, anche quando non lavora. E’ anche per questo che mi ha conquistata, per questo suo saper essere unico, per l’understatement che da sempre lo contraddistingue, perchè è altissimo e ha un sorriso meraviglioso e spontaneo e non si scatta selfie in solitaria, perchè è un papà bravissimo senza bisogno di mostrarlo su Instagram o Facebook, perchè ama sua sorella senza bisogno di foto e tag. E’ molto, infinitamente più social mia suocera, che a 78 anni posta sul suo profilo Facebook i link degli articoli pubblici sul figlio, e lui sorride orgoglioso. Siamo così, noi, viviamo gioie e dolori senza squilli di trombe. Qualche mese fa è mancato mio suocero. Sul profilo Facebook del mio compagno decine di amici hanno avuto un pensiero; lui ha risposto con un unico messaggio prima del funerale, ringraziando tutti e chiedendo con delicatezza di vivere quel momento nella realtà, in chiesa, il tale giorno alla tale ora.
Sarà per questo che lo amo? Anche. non c’è bisogno di sgomitare, saltellare, sbracciarsi per dire Io esisto, noi esistiamo, guardateci.”
Non serve, non a noi. Come ad alcune coppie di mia conoscenza in cui pare tirare il vento di un’adolescenza mancata, lei conciata come una triste tentativo di apparire come 10, 15 anni fa, lui che si fa i selfie con la boccuccia a culo di gallina. Che tristezza.
Noi no.

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15 risposte a Noi no.

  1. metalupo ha detto:

    Esatto.
    Non serve e siccome il tempo è un bene sempre più prezioso, io evito.

  2. Ti adoro 😀
    Non sai quanto io condivida il tuo pensiero, che hai espresso benissimo, e come io non avrei saputo fare.
    E continuo a chiedermi, riguardo il postare foto del proprio matrimonio, della coppia avvinghiata in un abbraccio soffocante, dei figli piccoli, delle cene e delle feste, delle vacanze in luoghi sempre più esclusivi o improbabili: ma cosa si vuole dimostrare?
    Non ho bisogno di immortalare tutto quel che faccio per dimostrare che vivo, che ho una vita di coppia, familiare, sociale, lavorativa, ecc.

    Eccomi quindi:
    sempre più _asocial_ e di questo ne vado fiera.
    Grazie e buona domenica
    Un sorriso
    Ondina 😘

  3. Mi permetti di ribloggarlo da me?
    Per favore, grazie!

    😘

  4. L’ha ribloggato su IL MIO SGUARDOe ha commentato:
    Bravissima Dovesei,
    sono assolutamente d’accordo con te e non avrei potuto scriverlo meglio!

  5. thanks ha detto:

    Bentornata cara. Concordo su tutto, come sempre: anche io felicemente asocial, e pure contraria all’ uso dei “geroglifici”.
    Un abbraccio grande

  6. Riyueren ha detto:

    A questo punto…asocial io pure 🙂

  7. katherine ha detto:

    Beh, credo che ti manchi una chicca. Io conosco una che posta su facebook un sacco di scatti in primo piano…un primo piano che parte dall’ombelico fino a poco più su delle ginocchia. La maggior parte di questi primi piani è in costume da bagno, spesso bagnato, che segna tutto. Ha fatto anche dei primi piani sott’acqua, con un pesce che passa proprio lì…E’ una signora molto religiosa, che fa parte di una confraternita, ha marito e due figli. Cosa spingerà una donna, conosciuta come seria e timorata di Dio, a farsi fotografare e a pubblicare proprio il punto G? Potenza dei social!

  8. Bia ha detto:

    Pure noi no, per fortuna 🙂

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