Alla donna che sono (stata)

Non mi è mai successo di ribloggare me stessa, ma tramite le statistiche mi è balzato davanti questo post. Un brandello di passato oramai remoto ma quanto vero. L’amore è ricomparso e questo è dolce e consolante, ma quanta attualità personale ho ritrovato…

Dovesei

Ti ho voluto bene, cara vecchia-giovane Simo. Sei stata sempre forte pur nascosta dietro una apparente fragilità, o forse era soltanto per quel tuo affrontare tutto in punta di piedi, ma era solo l’apparenza, perché in realtà hai sempre lottato contro ciò che ti soffocava, contro ciò che non ti piaceva, e poi hai lottato molto per: il tuo lavoro, i tuoi figli, il tuo amore.
Hai anche sbagliato, ma tanto lo sappiamo bene che sono tutti sbagli che rifaresti, tutti tranne uno.
Hai molto amato, anche qui senza rimpianti. Sei stata bella, forte, speziata, spericolata in modi e tempi e luoghi che soltanto io e te sappiamo.
Ma poi è arrivato un tempo travestito da giorno qualsiasi, da mese qualunque, niente di eclatante, nessuna svolta epocale, anagrafica, sentimentale: un tempo qualunque dove non ci sono stati nemmeno occhiali da indossare o da dover cambiare, o ormoni che salutavano. Nulla…

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2 risposte a Alla donna che sono (stata)

  1. Alessandro ha detto:

    “A tutti noi, per Dio!
    A noi!
    A Dom e ai privilegi della gioventù!
    A quello che siamo, a quello che eravamo… e a quello che saremo…”
    Fandango (1985) – Gardner Barnes (Kevin Costner)

    “Don’t question why she needs to be so free
    She’ll tell you it’s the only way to be
    She just can’t be chained
    To a life where nothings gained
    And nothings lost, at such a cost”

    Ruby Tuesday – Rolling Stones

    Grande Simo, ancora una volta ho letto il tuo post con attenzione.
    Ribloggarsi è un po’ come mettere un way-point sulla mappa, per vedere se siamo ancora in rotta oppure no. Alcune cose cambiano (per fortuna), altre no (e va bene lo stesso).
    E non è del tutto vero (almeno nel mio caso) che siamo spariti senza troppo chiasso. E’ semplicemente che ad un certo punto ti rendi conto che il tempo ti lavora contro, che le energie non sono più quelle di prima, che non hai più voglia di ascoltare fesserie e fingere di crederci per compiacere l’interlocutore di turno, dato che fa parte del pacchetto “lavoro-casa-amore” che non si sa nemmeno se te lo sia scelto o ti sia capitato nel carrello.
    Ti rendi conto che non hai una seconda vita e che a furia di scartare le opzioni, rischi di trovarti in mano con qualche scartina nel momento critico della partita.
    La consapevolezza e la maturità, si fanno strada mentre l’irruenza e l’incoscienza sono scese qualche fermata prima.
    Ancora oggi mi sento come il manzoniano Frà Cristoforo, dove “l’uomo vecchio si trova d’accordo col nuovo” e se l’idiota di turno pensa che io sia un debole, quando in realtà cerco di essere solo educato allora la lezione del giorno viene servita con tutte le portate assieme al conto.
    Ma anche lì cerco di farlo con parsimonia, perchè la maggior parte delle volte non capirebbero e sarebbe inutile.
    Ci concentriamo su ciò che serve veramente, su ciò che ci da’ benessere, sui nostri affetti.
    Siamo sempre noi, non meno passionali, solo più completi nella nostra maturazione. Guardare alle cose della vita con un certo distacco non è un male. Ho imparato che la qualità della vita è importante, ho assaggiato tanto in gioventù, a 360°. Ora ho iniziato a fare una selezione, di ciò che e valido e di ciò che non lo è.
    Un abbraccio. Alessandro

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