Categorie umane (ft. Jannacci)

Quelli che arrivano in spiaggia alle 6 di mattina, quando ancora ci sono i trattori col setaccio per tirare su l’immondizia.
Quelli che arrivano in spiaggia alle 11,30 con lo sguardo della mucca che guarda passare il treno e brontolano perchè non c’è più un ombrellone – e nemmeno un fazzoletto di sabbia- libero.
Quelli che ti mandano gli auguri per Ferragosto (?) con improbabili gif tutte lustrini e fuochi d’artificio.
Quelli che ti ammorbano via whattsapp con 100 foto delle loro due settimane sulle coste dell’Albania ( “Costa pochissimo, in casa c’è persino il frigorifero e il mare è uguale a quello della Grecia!”), sperando che passi inosservata la mestizia dei loro sguardi.
Quelle che su Instagram postano #collage di #pics in B&W for #renewal #of #our #bedroom, sempre senza badare alla mestizia nello sguardo del loro #manofmylife
Quelle che, sempre su Instagram, postano foto di loro stesse che: A) fingono di scalare una scogliera, B) fingono di mangiare un fungo di legno alto un metro, C) sorreggono in piscina il marito, notoriamente idrofobo e incapace di galleggiare ma corredato di 3, dicasi tre, tubi di polistirolo multicolor, in tinta col costume di lei.
Quelli che hanno il braccio completamente tatuato di nero, tipo manicotto.
Quelli col costumino alla Mark Spitz e il pelo che lo ricopre totalmente.
Quelli con le bragone da surfista e il fisico da giocatore di briscola.
Quelli che ti ammiccano da dietro gli occhiali da sole specchiati, della serie “Donna, vuoi provare the big bamboo?” ( spesso sono i migranti, che pensano così di arrotondare l’argent de poche.)
Quelli che ti stendono con la zaffata di profumo barra dopobarba.
Quelli che sperano di far dimenticare quanti anni hanno girando col panama bianco e gli occhiali modello “The nel deserto”
Quelle che si vestono e si pettinano come Paola Marella non avendo NULLA di Paola Marella, manco la tinta indovinata.
Quelle con l’attaccatura di capelli a livello di Diabolik che “Io li curo tantiiissimo: Bioscalin e lievito di birra a ogni cambio di stagione”. Sì ma alla caduta ormonale non si scampa tesoro: magari fatti vedere da un bravo ginecologo prima di diventare come Gianna Nannini, che a lei della sua stempiatura glie ne frega una cippa e va bene così, ma a te…
Quelli che si fanno crescere il pizzetto alla Gianluca Vacchi e lo fermano con gli elastici per le treccine delle bimbe.
Quelli che “In questo paese non si può più vivere, lavorare. Sto seriamente pensando di trasferirmi in Portogallo/ Germania/ Regno Unito”, e purtroppo è anche vero ma poi non sanno fare a meno delle lasagne che fa la mamma e c’hanno l’ansia anche solo a prendere un volo per una settimana all inclusive a Majorca.
Quelli che si portano il mangiare da casa SEMPRE, ovunque vadano.
Quelli che non mangiano nulla che non sia italiano.
Quelli che in Inghilterra vanno in cerca dei Kinder Pinguì.
Quelli che comprano TUTTO su Groupon, dalle cene all you can eat alla pulizia dei denti, ai sex toys.
Quelli che vengono in vacanza nella cittadina dalla quale i genitori emigrarono 50 anni fa e trattano te che ci vivi tutto l’anno come se avessi l’anello al naso e l’osso di babbuino come fermacapelli.
Quelle (vecchie) che ti spintonano per passarti davanti: alla cassa dell’iper, al mercato, tra gli scaffali, dal verduraio.
Quelli che dicono alla moglie “Sei fortunata ad avere un marito come me; guarda Tizia e Caia!”
Quelli che dicono di tenere a te ma si trombano un’altra.
Quelle che dicono di tenere a te ma hanno una tresca col commesso dell’ Angolo dello Spiedo al centro commerciale.Poi ci sono anche quelli normali he…

Se volete potete contribuire ad arricchire la lista.

 

 

 

 

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4 risposte a Categorie umane (ft. Jannacci)

  1. Uno spasso, pur essendo una descrizione lucida, molto vera e reale della fauna da spiaggia…. 😀
    Un sorriso e buona domenica
    Ondina 🙂

  2. Paola ha detto:

    Aggiungo quelle con i passeggini che si sentono le padrone della strada/ristorante/spiaggia solo perchè hanno figliato. Ciao. Paola

    • Dovesei ha detto:

      Soprattutto quei passeggini che assomigliano a un modulo spaziale. Ricordo il passeggino Chicco pieghevole sul quale ho scarrozzato i miei pargoli; non ingombrava, i bambini ci stavano comodi e si facevano pure i loro pisolini. Adesso se non hanno quelle mostruose navicelle aliene, pare ne soffrano (i genitori.)
      Ciao Paola 👋🏻

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