Love is all around

Ogni volta che vado nella casa al mare, io poi per forza devo tornare qui. Per vedere il mare mi basta aprire la finestra, per vedere questo paesaggio mi faccio una decina di chilometri in direzione traghetti per Venezia per poi svoltare nella campagna disseminata di campi e serre dove occhieggiano pomodori giganti, zucchine, e le zucche in campo aperto sono già una promessa d’autunno. Si passa poi un vecchio ponte di pietra, e poi un lungo stradone per arrivare a questa frazione. Non c’è altro che un attracco del vaporetto, una locanda, un bar e un piccolo porto turistico.
C’è però una luce stupenda, abbagliante di giorno e con tramonti unici, e dopo un temporale capisci i colori dei cieli del Tiepolo.
Questo è un posto del cuore. Nulla mi legava a qui se non il fatto che Giulio mi disse qualche anno fa “Lì c’è una trattoria dove cucinano il pesce daddio.” Ecco, forse venire qui mi fa sentire più vicina a lui e a Giovanna. Anime belle, completamente diverse e slegate l’una dall’altra, non si si conoscevano nemmeno; Giulio e Giovanna non ci sono più, da un pò di anni ormai. Questo posto è una sorta di eredità indicatami da Giulio, e che sicuramente anche Giovanna avrebbe apprezzato. Tutto questo mare-non-mare, un mare che non ha la bellezza di altri, più palese e ovvia, ma possiede la bellezza di chi lo sa guardare, di chi sà che laggiù in fondo c’è Venezia e ne riconosce i campanili, di chi come me ama sedersi sul muretto del porticciolo al tramonto a guardare la scia degli aeroplani che vanno e vengono da Tesséra, le facce dei pochi turisti che prendono il vaporetto a quella fermata, o ascoltare le chiacchiere in veneziano stretto dei clienti del baretto, o guardare la coppia che gestisce la locanda preparare con cura i tavoli che d’estate arrivano fino al muretto oltre al quale c’è l’acqua finto quieta della laguna. Sono piccoli momenti di non trascurabile serenità. La coppia che gestisce il ristorante è simpatica, intraprendente. Non fa servizio di bar ma, chiacchierando del paesaggio, ha finito un giorno con l’invitarmi dentro. E’ un posto caldo e accogliente, non molto grande. Molti bei  quadri, molte bottiglie di pregio, sei stanze, ognuna col nome di un’isola della laguna. Grande stupore sul fatto che non volessi “uno sprissetto” – no, grazie, che se poi non mangio subito mi viene sonno. Mi accontento di un analcolico- e mi mostrano la vasca con le aragoste e il gransoporo, mi spiegano piatti e ospitalità, mi chiedono di dove sono e scopro che lei è austriaca come me, ma da una vita sta lì, mentre lui è veneziano. Mi dicono che mi aspettano “A cena, che è più bello: qui abbiamo i tramonti più belli di tutta la laguna, poi si mangia a lume di candela… insomma roba che s’è mejo che te vegne col moroso!” – “Magari, una volta…” , mi sono detta; così poi è stato. Ci andai per un paio di weekend con I. Giorni meravigliosi, perchè negarlo? Dopo la fine della storia con lui ho accuratamente evitato di tornarci per un anno. Non me la sentivo di metttere alla prova la mia emotività, o forse volevo semplicemente preservare il ricordo. Poi non ho resistito al richiamo del cuore, perchè davvero questo è un posto del cuore, forse più importante di altri. Quando torno qui sento vicino chi mi ha amato: gli amici che non ci sono più, i miei genitori che mi hanno fatto scoprire la laguna in barca, fin da quando ero poco più che una bambina, gli amori andati, quello presente, che comunque già conosceva questo luogo incantato. Qui c’è veramente una grande parte della mia anima, un posto del cuore dove ricordare: chi c’è, chi non c’è più, chi vorrà e saprà esserci.

 
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6 risposte a Love is all around

  1. vagoneidiota ha detto:

    Righe ed immagini meravigliose.

  2. remo ha detto:

    ti lascio un abbraccio (dopo averti letto, di notte, da un mio luogo dell’anima)

    • Dovesei ha detto:

      Che bello ritrovarti Remo… Bello sapere che un uomo che stimo e col quale ho condiviso anni di parole e pensieri passi ancora di qua a trovarmi. Questo è il bello dei vecchi blog, al contrario dei social mordi e fuggi.
      Goditi il tuo luogo dell’anima.

  3. katherine ha detto:

    E’ incredibile come ciascuno di noi sia legato a qualche luogo particolare, che lo fa sentire più vicino alle persone che ama e che ha amato. Anch’io ne ho uno, anche se non oso tornarci, perchè ora appartiene ad un circolo privato. Si tratta di un poligono di tiro demaniale, con annessa una casetta, con un lungo viale alberato, campi di grano e di trifoglio, montagnole di terra ricoperte di arbusti e habitat di piccoli animali selvatici. Mia madre, le sue sorelle, i miei cugini ed io stessa siamo nati in quella casa, perchè i miei nonni ne erano i custodi. C’è la mia vita di bambina, quella delle zie, dei loro mariti e dei loro figli, dei miei nonni, che hanno visto ben due guerre mondiali. Era un luogo dove, nei giorni festivi, tutta la famiglia si riuniva e venivano amici da tutta la città, si mangiavano i manicaretti cucinati da mia nonna e si ballava al suono del vecchio grammofono a manovella. Ah che nostalgia ogni volta che passo davanti a quel viale! Il cuore si stringe, ma anche si allarga, perchè i ricordi sono dolci, e i volti di chi ho tanto amato sembrano fare capolino dietro ai vecchi alberi, e mi sorridono.

  4. Nuvola ha detto:

    Leggendo questo post mi chiedo quale sia, per me, il mio luogo dell’anima…
    …al momento non ne ho. Forse troppi spostamenti, forse il cuore un po’ pesante, forse, finora, troppa durezza. A volte penso che il mio luogo dell’anima è solo il mio cuore, dove custodisco i miei segreti, i miei ricordi, le persone più care… Anche se ci sono posti in cui, tornare o frequentare, mi fa stare bene. Come il posto attuale in cui vivo, per esempio… anche se di bellezza paragonabile a quella delle immagini ne ha ben poca! 😀

    (sono una lettrice estemporanea… ti leggo da tanto tempo, ma di quando in quando… un abbraccio!)

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