Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse (Part II)

Giusto un paio di post sotto a questo troverete un’accorato post, “Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse. Fate prima ad andare a leggere.
Perché? Perché questo post potrebbe intitolarsi molto più semplicemente “Mai dire mai”.

I fatti. Lavoro da 5 anni con un collega; ci siamo sempre stimati, supportati, quasi per nulla raccontati. Certo, so di lui alcune ma perché le ha raccontate lui, durante qualche pausa pranzo e qualche ritorno in treno. Un matrimonio naufragato causa fuga della ex moglie che lo ha piantato con una bambina di 3 anni da crescere, perché lei non se la sentiva di fare la madre. Una convivenza scoppiata un paio di anni fa, motivi sconosciuti. Da questa è nato un figlio che ora ha sette anni. Nel momento in cui lui dice alla compagna che è finita, questa si ammala piuttosto seriamente. Lui sceglie di rimanere con lei fino a che avrà bisogno di assistenza e aiuto, la donna guarisce, lui si trasferisce a vivere per conto proprio e i figli, compresa la ragazza ormai diciassettenne abbandonata dalla madre, vanno e vengono serenamente tra la casa di lui e la casa della ex. Relazioni negli ultimi due anni, non pervenute. Pettegolezzi, zero.
La mia, di storia, la sapete, quantomeno l’ultima parte: dopo quattordici anni di ottovolante con l’Innominabile bresciano, un paio d’anni di singletudine e poi l’incontro col mio compagno, il Bip, col quale sto bene, sono felice, serena, risolta. Ma circa un mese e mezzo fa inizio a cogliere segnali prima strani, poi inequivocabili, da parte del mio collega M., “il ricciolone” come l’ho battezzato da sempre quando ne parlo col Bip, perché io sono una fantasiosa e ai cognomi preferisco i soprannomi. Per altri colleghi M. è Grunge, perché proprio questo è: capelli lunghi e ricci raccolti in una coda attorcigliata, maglioni che sembrano gratugge , jeans sdruciti, tascapane di cuoio. M. inizia a guardarmi in un certo modo, mai scoperto o sfacciato ma che io sento. Trova ogni occasione per parlarmi, per raccontarmi delle sue passioni, delle sue letture, dei suoi figli. “Sento” un interesse che è cambiato, si è fatto profondo. Io con lui comunico molto bene, abbiamo molti interessi in comune ma mai avrei creduto che qualche sera fa, guardando uno straordinario tramonto veneziano dal finestrino del treno, lui mi dicesse “Senti, te lo devo dire, tu mi stai prendendo un casino.”
Salivazione azzerata, rapido time lapse all’indietro per cercare di capire se gli avessi fatto intendere che.
” Io… grazie… (GRAZIE, vi rendete conto?) … ti ringrazio ma ho un compagno, viviamo insieme…”
“Lo immaginavo. E’ quell’Andrea che ogni tanto spunta nei tuoi discorsi.”
“Sì, è lui. Ho anche una convivenza e un matrimonio alle spalle.”
“Io non riesco a fare a meno di pensarti, di guardarti. Mi piace tutto di te: come sei, come parli, come sorridi, la tua ironia, l’intelligenza. Anche altre cose che qui non posso dire.” Sorride e io sento che dentro di me qualcosa scricchiola nelle mie certezze, e sto male, e lo guardo, e penso che quando lui è nato io facevo le medie e tutte le altre cose che ho scritto nel post “Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse”. Le so bene tutte quelle cose, quelli che dovrebbero essere forti freni inibitori ma questo non mi impedisce di notare (di nuovo,) che è bello, ha un fisico asciutto e nervoso e dei bellissimi capelli anche se a me i capelloni non sono mai piaciuti, che ha bellissimi occhi. E non so che dire se non opporre un silenzio imbarazzato. Tace anche lui dopo aver farfugliato uno “Scusa ma non ce la facevo più a tenermi certe cose dentro.”
Siamo scesi dal treno e ci siamo incamminati al parcheggio senza parlare. Io pensavo alla mia incasinatissima vita sentimentale e pensavo ad Andrea, ai suoi tripli salti mortali per tornare il prima possibile dai suoi viaggi, alla cura che ha di me, al suo senso della famiglia, anche quella che siamo riusciti a creare insieme, e mi sentivo, MI SENTO, una merda. Perché non posso negare che questo uomo mi piaccia, nonostante tutto e nonostante la differenza d’età.
E poi non riesco a capire attraverso quale pertugio, quale mancanza sia riuscito a farsi silenziosamente strada dentro di me.

E mi sento una merda, e ringrazio le provvidenziali vacanze natalizie perché non lo vedrò, ma il 10 gennaio è dietro l’angolo.
Aiuto.

 

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19 risposte a Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse (Part II)

  1. Lettrice Assorta ha detto:

    Wow…che telenovela! La mia vita rispetto alla tua è monotona…

  2. Diemme ha detto:

    Capita, anche all’interno di una coppia solida, di prendersi una cotta. Capita, non bisogna colpevolizzarsi, ma l’importante è non dargli seguito, neanche “involontariamente”, insomma, non creare occasioni, non mettere la paglia vicino al fuoco. Goditi il fatto di essere ammirata, goditi il fatto di andare in ufficio più volentieri e vedrai, l’infatuazione passerà, la tua relazione solida rimarrà tale, e senza che tu debba sentirti una merda, perché sarai senza colpe.

    • Dovesei ha detto:

      Sarà che fino ad oggi non ho mai tradito un uomo che per me fosse importante. Quando mi è accaduto di farlo ero in quel momento di passaggio verso la fine di una relazione. Adesso, oggi, credo sia arrivato il momento di crescere. Non sarà semplice il tornare al lavoro e rivedere M. con occhi che non potranno più essere quelli di prima, ma lo farò.

  3. metalupo ha detto:

    Molto molto difficile alla mia età (perchè tu sei giovanissima 😁) rinunciare a certe emozioni. Consigli sono DAVVERO l’ultimo che te ne può dare.
    Una cosa te la dico, tra rimorsi e rimpianti io scelgo rimorsi.
    🍋🍋🍋🍋

  4. Bia ha detto:

    benvenuta nel mio inferno personale… stessa identica storia :/

    • Dovesei ha detto:

      Per fortuna l’inferno è per ora sospeso causa vacanze natalizie. Dopo, dal 10 gennaio in poi, vedrò di prendere bene le distanze; non ho voglia di ferire nessuno, non è giusto.

      • Bia ha detto:

        Io ci sono riuscita… mi ci sono voluti un paio di anni (non che sia molto consolante, ecco). Sono riuscita a far prevalere il mio buon senso su tutto il resto. Non è facile, ecco. Ma SI-PUO’-FAREEE!!!

  5. Nuvola ha detto:

    Nemmeno io so darti consigli… io sto in tutt’altra situazione. Che io, in effetti, un compagno che amo (e che mi ri-ama) non ce l’ho. Ho un marito, ma, come puoi immaginare dalle mie parole, le cose non vanno bene. Solita storia, sentita e risentita, analoga a mille altre.
    Dipende da quanto prezioso senti il tuo legame con il tuo compagno.
    Io mio marito l’ho amato con tutte le mie forze finché qualcosa non si è inesorabilmente rotto (e ha fatto luce sulle tante incongruenze che c’erano prima… cose che non volevo vedere).
    Nonostante la rottura ci sia da anni non ho mai avuto nessun altro, un po’, non va bene chiunque, un po’, non ho molte occasioni di conoscere persone (storia lunga), un po’ perché ancora viviamo nella stessa casa, abbiamo figli. Se un giorno ci dovesse essere un altro (come mi auguro… sogno ancora che sia possibile trovare un compagno vero, che mi ami e che io ami) penso che per un po’ non guarderei nessun altro. Un po’ perché sono fatta così, un po’ perché lo so com’è stare senza nessuno che tenga a me. Se sono innamorata, non c’è spazio per nessun altro nel mio cuore. Forse sono stupida…
    È l’unica cosa che mi sento di dirti: se ci tieni al tuo attuale compagno, forse dovresti tenere la distanza (anche se è difficile). Se comunque decidi di non temerla, almeno fa’ in modo che non lo sappia, in modo da non ferirlo…

    L’età, comunque, alla fine non conta. Non più di tanto, almeno…
    …comunque, anche io sono una donna e anche io ho la mia età. Per ora, tutti mi danno una decina di anni di meno… ma non sarà sempre così. Per gli uomini, l’età conta meno. Nessuno obietta al fatto di vedere uomini dieci o venti anni più vecchi della propria compagna… per le donne, a parte il “tabù”, dipende. L’aspetto in una donna alla fine conta tantissimo. E anche il più innamorato degli uomini vedrà la differenza con una trentenne, per dire. Quindi, statisticamente parlando, ti direi anche che, se proprio vuoi cedere, non comprometterti, non investire sul futuro della relazione, a meno che tu non sia assolutamente certa che il tipo è davvero serio e davvero ci tiene a te.

    Uh, quanto ho scritto!
    Un abbraccio,

    • Dovesei ha detto:

      La prima parte del tuo racconto assomiglia molto alla storia del mio matrimonio, e a quella di molti altri matrimoni. Non ho mai tradito mio marito all’epoca e non lo farò col mio compagno, non lo merita, non è giusto. Terrò le distanze anche aiutata dal fatto che M. è una persona schiva ed è molto strano che sia “esploso così”.

      Grazie per aver raccontato la tua storia 🙂

  6. katherine ha detto:

    Provo a mettermi nei tuoi panni e mi sento veramente molto, molto confusa…Tutte le certezze faticosamente riconquistate vengono demolite da questa rivelazione improvvisa che abbassa le difese e rimette il futuro in gioco. Da un lato la voglia di lasciarsi andare a questa nuova, emozionante esperienza, dall’altra la paura di commettere un clamoroso sbaglio, dall’altra ancora il fortissimo senso di colpa verso una persona che ci ha dato tanto di se stessa e che ancora non si risparmia per farci sentire protette e amate. Un bel dilemma davvero! Che probabilmente sarà risolto con la ragione, perchè alla nostra età il raziocinio tende a vincere sulle ragioni del cuore, ma che sicuramente porterà della sofferenza. In bocca al lupo!

    • Dovesei ha detto:

      So con certezza che oltre che ferire A., cosa che non ho assolutamente intenzione di fare, commetterei uno sbaglio enorme.
      So anche che per me il nuovo anno sarà, almeno per un po’, difficile nell’affrontare la quotidianità del lavoro. Mi racconto che basta esserne coscienti. Per ora è tutto sospeso in una sorta di limbo.

      Crepi il lupo! 🙂

  7. Alessandro ha detto:

    “Oggi giorno è tutto una lusinga, dura minga, dura no!”
    Spot commerciale Chinamartini in Carosello – 1962

    “Stavolta c’è qualcosa che non so spiegare
    Ma so già che finirà male”
    Fenomenale – Gianna Nannini – 2017

    Buon Anno Simo!!!

    Non è facile; per niente…
    Siamo animali sociali, siamo empatici e partecipiamo a ciò che accade intorno a noi e alle persone che conosciamo.
    Con questo tuo collega c’è stata una “apocalisse” (che va intesa nel senso letterale del termine, cioè “rivelazione”).
    Rivelazione per lui, che si è dichiarato nei tuoi confronti ed è uscito dalla ambiguità interiore che lo stava destabilizzando.
    Rivelazione per te, che come donna pensavi ormai di essere al sicuro da eventuali da eventuali interessi extra-lavorativi nei tuoi confronti.
    E mo? Che si fa?
    Ok dire “io non tradisco, il mio compagno non se lo merita”. Questo riguarda la sfera razionale.
    La questione secondo me sta nella parte emotiva/passionale di entrambi.
    E’ chiaro che c’è un interesse reciproco come persone.
    Ora che le sirene dell’allarme anticollisione ululano a più non posso e le spie della plancia sono accese come un albero di Natale, bisogna cambiare rotta….
    la domanda principale è: Perchè?
    Perchè adesso? Perchè mi sento turbata? Perchè sono a disagio e vorrei fuggire?
    La questione non riguarda solo lui, altrimenti si riuscirebbe a gestirla in maniera da non fare naufragio.
    Se “l’innamoramento” è unilaterale cioè solo da parte sua, come gli è venuto gli passa.
    E tu saresti comprensiva si, ma ferma e assolutamente consapevole che rovinare il bel rapporto che c’è tra di voi non andrebbe bene e sicuramente cercheresti di farglielo capire.
    Ti ha preso in contropiede ed è entrato in profondità nelle tue difese, ti ha fatto vedere una falla nel sistema che non pensavi di avere.
    Che fare? Non ho un manuale di pronto intervento, tuttavia mi sento di poter dire che sarebbe meglio concentrarti su di te ed una volta capito dove è la dissonanza, saprai anche quale risposta dare.
    Come dissi una volta tanti anni fa ad una mia amica… Io non do consigli, dipingo solamente possibili scenari.
    Una abbraccio forte forte.
    Alessandro

    • Dovesei ha detto:

      Infatti Alessandro, è la prima domanda che mi sono posta io, l’ho anche scritto. Non mi so dare una risposta; forse, sempre per continuare con le citazioni, “lo scopriremo solo vivendo” e “comunque adesso ho un po’ paura”. Non tantissima ma ne ho, ma altrettanto non ho più voglia di sconquassarmi con storie extra. Quindi, niente, aspetto il dopo epifania e vedo, vedrò. Cosa non so.

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