Lo strano effetto che fa.

Tornare a scrivere qui quindici mesi dopo averlo fatto l’ultima volta. Tornare qui, riprendere il filo, riannodare i fili e tentare di raccontarmi, di raccontarvi. Sono accadute cose, ma non quelle che lascerebbe intendere il mio ultimo post: non è più tempo, non è più il caso e, molto semplicemente, l’uomo che ho accanto non lo merita. Sono cresciuta, finalmente e non da ora. Lo ero già quando ho scritto quel post nel gennaio dello scorso anno. Cosa ho fatto nel frattempo? Ho lavorato molto, ho cercato di mantenere un equilibrio nella mia vita conservando le priorità di sempre: i miei figli prima di tutto, anche se oramai sono totalmente indipendenti ed entrambi fuori casa, ma periodicamente tornano, o ci sentiamo spesso. Con mio figlio mi trovo quasi ogni settimana per un caffè e due chiacchiere; con mia figlia è tutto più complicato: vive e lavora in Inghilterra da più di due anni. E’ felice, realizzata, fa il lavoro per il quale ha tanto duramente studiato, ha il suo appartamentino, amicizie più UK che italiane, un ragazzo scozzese. Torna in Italia sì e no tre volte l’anno, un po’ perché ha tre settimane di ferie che cerca di spartire come può, un po’ perché vive nel nord del paese e le tariffe aeree sono sempre dei salassi, alla faccia del low cost. Però siamo sempre in stretto contatto via Skype o Whattsapp e ci scambiamo pacchettini sfiziosi, insomma, come sempre regalo a coloro che amo quello che io considero il dono più grande: la libertà. Perché se lasci libero chi ami, quella persona sarà sempre al tuo fianco, comunque.
Ci sono anche note dolenti, nuove e dolenti. Da un paio di anni litigavo col mio utero: piccoli polipi benigni che ho dovuto far rimuovere perché dovevano essere rimossi. Tutto a posto, tutto sotto controllo. A settembre al solito controllo rieccolo, un piccolo rompicoglioni. Mi fanno una biopsia: nulla di allarmante ma date le recidive mi propongono una scelta, o inserire una spirale progestinica o, se proprio voglio eliminare controlli attraverso esami fastidiosi, l’intervento risolutivo di isterectomia. Ci penso su una settimana e decido per l’intervento perché, come mi dice anche il ginecologo, non è umanamente accettabile finire in sala operatoria una volta all’anno. E così un mese e mezzo fa, piena di paura ma decisa mi faccio operare: istero-annessiotomia in laparoscopia. L’intervento va bene, in due giorni sono a casa, stanchissima ma tutto sommato sollevata, quattro piccoli punti su quattro piccole ferite, controllo dopo poco più di un mese. La convalescenza è stata, ed è ancora lenta, ma sto bene. Meno bene sto quando la primaria mi comunica che quel piccolo inspessimento dell’endometrio non era un polipo ma un carcinoma dell’endometrio, “stadio iniziale, non si preoccupi, devo mandarla per forza dall’oncologo ma la terapia è stata l’asportazione, poi la terremo controllata noi, qui in reparto.” Resto senza parole, catapultata in un mondo che finora ho osservato con terrore solo da spettatrice mentre ora ci sono dentro. La tipa è incoraggiante, il mio medico, ottimo medico, letto il referto mi tranquillizza ma intanto ci sono inciampata anch’io, e per pura fortuna ho scelto un intervento demolitivo che pareva non indispensabile. E se non l’avessi fatto? Se mi fossi fatta mettere la spirale? Sarebbe stato un macello. Mille domande fanno a cazzotti nel mio cervello, ma l’unica cosa che posso fare è seguire un percorso di controlli serratissimi (ogni 4 mesi per i primi tre anni, poi ogni sei mesi per due anni, poi se tutto andrà bene una volta all’anno fino al decimo anno,) e poi ovviamente essere ottimista, che pare la migliore medicina ma, sinceramente, in questo momento, mi riesce solo parzialmente perché la percentuale di guarigione, pur a questo stadio iniziale, è del 90%, e a me quel 10% terrorizza anche se faccio finta di nulla.

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9 risposte a Lo strano effetto che fa.

  1. metalupo ha detto:

    Poche parole servono in questi casi, affidati ai medici, hai fatto la cosa giusta. Andrà tutto bene.
    Hugs&Lemons

  2. Nuvola ha detto:

    Tu sei una persona in gamba, lo so che te la saresti risparmiata la questione di salute ma, appunto, la stai affrontando nel modo migliore (suppongo tu sia ben seguita dai medici). Continua così.

    Ovviamente non si può dire nulla a chi nelle situazioni ci si trova (e non so come sarei io in un caso del genere)… solo ti auguro tanta fortuna, e tanta salute, e che tu sia circondata da persone che ti hanno a cuore.

    Un abbraccio,

  3. Paola De Paola ha detto:

    Ciao Simo, mi spiace leggere quanto accaduto, ma sono anche fiduciosa che ce la farai alla grande e che saprai affidarti in mani ottime. Tanti in bocca al lupo!

  4. paoladazeroblog ha detto:

    che bello risentirti, comunque! quanto a quel 10% ci siamo dentro tutti!!!

  5. remo ha detto:

    mi scrivi?, hai ancora la mial mail? eventualmente usa anobii. Un abbraccio forte

  6. Caterina Milanesio ha detto:

    Accipicchia, capisco che quel 10% ti preoccupi. Chi non lo sarebbe, con tutto quello che si sente oggigiorno? Ma la medicina ha fatto veramente passi da gigante e bisogna avere fiducia. Bisogna pensare con ottimismo al quel 90% e vivere sereni. Anche una buona condizione di spirito può aiutare.
    In quanto ai figli e alle persone in generale, è proprio vero che, lasciandole libere, le sentiremo più vicine, perché ci sono grate per la nostra comprensione. Io ho sempre rispettato persino la libertà dei miei pelosetti, gatti o cani. Non ho mai imposto loro di fare quello che volevo io.
    Non riesco a commentarti con il mio blog, perchè wordpress non lo riconosce. Dovrò utilizzare qualcos’altro. Resto sempre Katherine https://viracconto1.blogspot.com

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